«Rispettiamo la legge, ma non è giusta»

La battaglia interpretativa dei circoli cittadini bloccata dalle precisazioni del governo. «Non possiamo riaprire»

NUORO. La speranza di poter riaprire, quantomeno per servire un buon caffè, o versare un bicchiere di birra ai soci con la tessera, per i circoli nuoresi è durata appena 48 ore o poco più. Si è sciolta, come neve al sole, ieri mattina, alla notizia dell’ultima precisazione di Palazzo Chigi che ribadiva la necessità di chiusura dei circoli senza se e senza ma, e dopo due giornate intense fatte di incontri in municipio, richieste di pareri legali, semplici circolari del Comune scambiate per leggi, e interpretazioni della norma. «Il nostro è stato solo un tentativo di fare chiarezza di fronte a una norma che quantomeno all’inizio non era così chiara e si apriva a diverse interpretazioni. Per questo abbiamo chiesto anche un parere al Comune che ci ha detto la sua e ci ha spiegato che, per come era scritta almeno all’inizio, la norma lasciava aperta ai circoli la possibilità di continuare a esercitare la funzione di somministrazione di bevande e alimenti, ma non quella ricreativa. E così, del resto, ci avevano detto pure alcune nostre associazioni e avvocati. Ma poi qualche ora fa è arrivata la precisazione del governo, e allora abbiamo capito che non ci sono santi: a differenza dei bar, che possono restare aperti fino alle 18, noi dobbiamo restare chiusi e basta. Ovviamente come sempre, e come la stragrande maggioranza di noi ha già fatto, rispetteremo la regola, anche se in questo caso, non la riteniamo giusta». Maurizio Camarda, da anni è titolare di un circolo in via Ballero, e negli ultimi due giorni, insieme ad altri colleghi nuoresi, ha partecipato a due incontri in municipio per chiedere al Comune di prendere posizione e di dare un parere su una norma contenuta nell’ultimo decreto della presidenza del consiglio. Il Comune, attraverso una circolare, aveva detto la sua e aveva spiegato, in sostanza, che a suo parere i circoli potevano continuare a esercitare almeno la funzione di somministrazione bevande, ma non quella ricreativa, ai soli soci, ovviamente, a patto che chiudessero come i bar alle 18. Ma di circolare, si trattava, nulla di più. Qualche circolo, tuttavia, almeno all’inizio, aveva male interpretato scambiando il parere del Comune per un via libera alla riapertura. Ma sono bastate poche ore per capire che così non era. E poi, a mettere la parola fine alla due-giorni di richieste e pareri legali, ieri mattina è arrivata anche la precisazione del governo. «Il governo ha specificato stamattina che i circoli devono rimanere chiusi anche per quanto riguarda la somministrazione di alimenti e bevande – spiega il vicesindaco Sebastian Cocco – quindi ha messo la parola fine alle diverse interpretazioni. Queste cose le abbiamo spiegate ai titolari dei circoli che hanno capito che malgrado il nostro sforzo di ieri, con la circolare interpretativa, più di così non potevamo fare, per cui naturalmente non apriranno. Con la precisazione della presidenza del consiglio dei ministri c’è poco da girare intorno».

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