«L’area marina condanna la pesca sub»
di Nino Muggianu
Orosei, un comitato dice no alla proposta: «Pronti anche ad azioni legali»
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OROSEI. «Diciamo no a una Area Marina Protetta che dice no ai cittadini». È il pensiero del neonato comitato spontaneo pescatori subacquei Orosei composto da circa 70 persone, come dice Gabriele Manca. Un comitato in continua crescita. Il gruppo, spiega Manca, è nato in seguito alla pubblicazione della proposta di regolamentazione della “Amp Golfo di Orosei” a seguito di un articolo pubblicato su La Nuova, dove il sindaco di Orosei Nino Canzano dichiarava di non aver ricevuto nessuna osservazione in merito alla futura istituzione dell’area marina protetta golfo di Orosei. Gabriele Manca replica: «La comunità non è stata debitamente informata, come fatto notare più volte dalla locale minoranza. È’ stato convocato il consiglio comunale per informare la popolazione ad orari in cui tutti sono impegnati nel proprio lavoro, per lo più d’estate, non riuscendo a presenziare e facendo cadere l’argomento nel dimenticatoio. Istituendo l’area marina protetta del Golfo di Orosei e interdicendo per ben otre 40 miglia marine la pratica della pesca sub – sottolinea Manca – l’unica specie in via d’estinzione diventeranno i pescatori subacquei e tutta l’economia che gravita attorno a questi. Nonostante sia evidente e sotto gli occhi di tutti che il problema ambientale del golfo di Orosei non è di certo la pesca. Siamo disponibili sicuramente – aggiunge Gabriele Manca a nome dei componenti del comitato spontaneo – a restrizioni maggiori, a controlli maggiori, purché si trovi una soluzione per non discriminarci, anche perché noi stessi abbiamo interesse alla salvaguardia del mare e delle sue specie, proprio perché chi pratica questo sport sceglie e vede ciò che pesca, così si può effettuare un prelievo selezionato e sostenibile oltre che esercitare una continua azione di monitoraggio. Inoltre la salvaguardia del mare si può ottenere in diversi modi, non per forza un area marina protetta, che, per restare in piedi si deve autofinanziare comportando così ulteriori ticket per le varie attività. Se non sarà consentita la pesca subacquea ci opporremo anche con eventuale azione legale. Basta discriminazioni».
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