Appello del sindaco Casula «Bosani siate responsabili»
di Alessandro Farina
Dopo la chiusura del municipio per un caso di contagio cresce l’allarme in città Venti i positivi sinora accertati ma c’è un numero indefinito di tamponi in attesa
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BOSA. Venti positivi, con ancora l’esito di un numero indefinito di tamponi da effettuare. L’appello dal sindaco, in un panorama dove in pochi giorni il numero dei contagiati risulta quadruplicato, è volto ad affrontare questo momento con coscienza civica ed evitare allarmismi e caccia al contagiato. Ma è evidente che in riva al Temo l’asticella della preoccupazione comincia ad avvicinarsi a quadranti dai colori più marcati in tema di contagi da Covid-19. «La situazione è sempre più complessa e in continua evoluzione. È il momento che tutti assumiamo comportamenti responsabili. Cerchiamo di affidarci ai nostri medici e ai servizi sanitari preposti, per comunicare le diverse situazioni e ricevere le informazioni necessarie», l’appello via social della maggioranza, pagina di Un’Altra Bosa, nella tarda serata del 9 novembre.
Sale a venti il numero delle persone positive, quattro sono ricoverate in ospedale; una nota dell’Ats ha disposto la quarantena obbligatoria, fino al 18 novembre, per tutti gli alunni che frequentano la prima media sezione D, in attesa dell’estivo dei tamponi effettuati anche dai docenti. Queste le notizie fino a lunedì. Mentre ieri, in seguito alla positività di un dipendente comunale, il palazzo comunale è rimasto chiuso per procedere alla sanificazione degli uffici. Sempre ieri era fissata una riunione di aggiornamento della situazione nel Centro comunale di protezione civile: «Per ragionare su ulteriori limitazioni, considerato che sono diverse le segnalazioni riferite a comportamenti non rispettosi delle regole, assembramenti nei luoghi pubblici, mancato utilizzo di mascherine in presenza di più persone», il lato oscuro della questione prevenzione, legata a quella che tecnicamente si chiama »sorveglianza attiva».
Qualcosa insomma è andato storto anche a Bosa, nel pur chiaro scenario di regole minime di comportamento previste da Dpcm e ordinanze varie. In attesa di ulteriori documenti formali che aggiornino sulla situazione, in evidente evoluzione, per ora una cosa è certa: «Saranno sensibilizzate la polizia locale e le forze dell’ordine per aumentare i controlli. Non possiamo permetterci di allentare l’attenzione al rispetto delle regole, cosa che potrebbe portare a ulteriori restrizioni», ribadisce il primo cittadino di Bosa Piero Franco Casula.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sale a venti il numero delle persone positive, quattro sono ricoverate in ospedale; una nota dell’Ats ha disposto la quarantena obbligatoria, fino al 18 novembre, per tutti gli alunni che frequentano la prima media sezione D, in attesa dell’estivo dei tamponi effettuati anche dai docenti. Queste le notizie fino a lunedì. Mentre ieri, in seguito alla positività di un dipendente comunale, il palazzo comunale è rimasto chiuso per procedere alla sanificazione degli uffici. Sempre ieri era fissata una riunione di aggiornamento della situazione nel Centro comunale di protezione civile: «Per ragionare su ulteriori limitazioni, considerato che sono diverse le segnalazioni riferite a comportamenti non rispettosi delle regole, assembramenti nei luoghi pubblici, mancato utilizzo di mascherine in presenza di più persone», il lato oscuro della questione prevenzione, legata a quella che tecnicamente si chiama »sorveglianza attiva».
Qualcosa insomma è andato storto anche a Bosa, nel pur chiaro scenario di regole minime di comportamento previste da Dpcm e ordinanze varie. In attesa di ulteriori documenti formali che aggiornino sulla situazione, in evidente evoluzione, per ora una cosa è certa: «Saranno sensibilizzate la polizia locale e le forze dell’ordine per aumentare i controlli. Non possiamo permetterci di allentare l’attenzione al rispetto delle regole, cosa che potrebbe portare a ulteriori restrizioni», ribadisce il primo cittadino di Bosa Piero Franco Casula.
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