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L’allarme dei medici di Nuoro: «Siamo in zona rossa, i dati sono drogati»

L’allarme dei medici di Nuoro: «Siamo in zona rossa, i dati sono drogati»

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NUORO. «Nuoro in realtà è zona rossa». Nel giorno in cui si annuncia che dal 24 novembre il personale militare della Brigata Sassari farà i tamponi in ausilio all’Ats, i medici di base lanciano l’allarme. «Il dato dei positivi al Covid fornito dall’Ats – hanno affermato – è drogato da continui inconvenienti e ritardi sulla trasmissione degli esiti ed è talmente basso che potrebbe essere attribuito ad un solo quartiere». Tra orari di lavoro infiniti e telefoni in continua fibrillazione i medici di base sono quelli che per primi tastano il polso della reale situazione: «Certo che il dato potrebbe essere drogato – afferma Gianne Sinni – dato che assistiamo a situazioni paradossali, ad esempio, la casella di posta alla quale inviare i dati sui pazienti è rimasta in tilt anche per 72 ore. Riscontriamo problemi con diversi pazienti non ancora tamponati anche a distanza di settimane che si uniscono agli inconvenienti causati dalle certificazioni che non pervengono anche a distanza di 20 giorni. A farci lavorare male – prosegue – sono anche i problemi di comunicazione tra organismi preposti: è molto grave che il pronto soccorso liquidi i pazienti dicendo che i tamponi avremmo dovuto farli noi quando non è così. Io sono disposto a farli anche gratis ma con i colleghi chiediamo garanzie sulla sicurezza».

I medici di base temono anche che gli esiti dei tamponi rapidi non siano conteggiati tra i dati ufficiali: «Questo business potrebbe non essere attendibile dal punto di vista dei risultati – afferma Sofia Pittalis – perché non si sa quanti se ne comunicano. È anche assurdo che i più bisognosi paghino perché hanno paura di non avere risposte dall’Ats, un paziente sintomatico va segnalato con urgenza. Invitiamo chi ha riscontrato la propria positività a darne effettiva comunicazione per il bene di tutti». Nella giornata di ieri anche diversi nuoresi affetti da rilevanti patologie hanno espresso preoccupazione: «L’ospedale è in tilt – dice Michele Siotto, consigliere comunale e paziente oncologico –. Molti fanno i tamponi in privato ma pur essendo positivi, non comunicano, la situazione conosciuta è già abbastanza grave ma quella reale è molto peggio. La cosa sta sfuggendo di mano, i pochi medici rimasti sono allo stremo. Si uniscano tutte le forze per arginare questa pandemia». (a.m.)
 

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