La Nuova Sardegna

Nuoro

La Croce rossa contro la novena

di Alessandro Mele
La Croce rossa contro la novena

I volontari si sfilano dalla celebrazione dei riti alle Grazie. La presidente Citzia: «Non c’è un piano di gestione del rischio»

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NUORO. È iniziata ieri la novena della Madonna delle Grazie ma a proteggere e a regolamentare, secondo i protocollo anti Covid, l’afflusso dei tantissimi fedeli che in questi giorni arriveranno in città per quella che da molti è considerata la vera patrona di Nuoro e della Diocesi, non ci saranno i volontari di Croce rossa italiana. «La circostanza rappresenta un rischio non accettabile – afferma la presidente del comitato nuorese di Croce rossa Antonella Citzia – perché non poteva essere garantita alcuna sicurezza sanitaria ai nostri operatori e dunque, a nostro avviso, è difficile garantirla per tutti in generale». A pochi giorni dall’inizio della novena delle Grazie, il comitato nuorese di Croce rossa ha declinato le funzioni di supporto alla gestione del rischio richieste dalla parrocchia: «Semplicemente – spiega ancora la presidente Antonella Citzia – dopo esserci consultati con i nostri delegati dell’area salute e con il referente di salute e sicurezza, abbiamo deciso che fosse troppo rischioso: mancava un piano di gestione del rischio ma anche le garanzie sul rifornimento dei dispositivi di sicurezza ai nostri operatori, una spesa che avremmo comunque sostenuto noi. In sostanza – prosegue – abbiamo preso la decisione che non ci si dovesse prestare a qualcosa di estremamente pericoloso: non abbiamo per le mani nessuna valutazione su come gestire le 260 persone previste per le 6 celebrazioni giornaliere e non ci sono disposizioni di come gestire la sicurezza ne l’ordine pubblico. Visto e considerato il collasso delle strutture ospedaliere cittadine e del Pronto soccorso – conclude Antonella Citzia – credo che 260 persone siano decisamente troppe: in appena un’ora tra un appuntamento e l’altro far defluire la gente, sanificare e far entrare le nuove persone è difficile se non impossibile. Qualora ci pervenga un piano sulla valutazione del rischio siamo pronti e saremo i primi a rimetterci a disposizione». Il primo giorno di novena è comunque trascorso all’insegna del rispetto delle disposizioni di sicurezza disposte dalla parrocchia e sotto la supervisione dei volontari della Protezione civile nuorese. La stessa parrocchia proprio ieri ha rilanciato sui suoi canali ufficiali tutte le regole da rispettare precisando che queste seguono il protocollo con la Cei, in riferimento al Dpcm 17 maggio 2020 e confermato, riguardo le norme sulle funzioni religiose, il 3 novembre 2020: l'accesso individuale in chiesa si deve svolgere in modo da evitare gli assembramenti sia nell'edificio che nel sagrato, la capienza massima della chiesa è di circa 600 posti compresa la tribuna ma nel rispetto della normativa su distanziamento la capienza massima attuale è di 260 posti garantendo una distanza laterale e frontale di almeno un metro. Nessuno può stare in piedi. L'accesso sarà contingentato da volontari e collaboratori, ancora, l'entrata sarà consentita dal portone di destra, l'uscita da quello di sinistra mantenendo la distanza di 1 metro e mezzo. Si accede solo muniti di mascherine e ci si igienizza le mani all'ingresso e non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di sintomi influenzali, respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 gradi, inoltre, non è consentito l'accesso a coloro che sono stati in contatto con persone positive al virus nei giorni precedenti. La chiesa, sanificata, viene igienizzata regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con detergenti ad azione antisettica e ricambio dell'aria.

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