Nuoro, sedici anni di condanne per quattro chili di coca

La sentenza con il rito abbreviato per due imputati accusati di spaccio.  L’operazione dei carabinieri era scattata tre anni fa alla periferia della città

NUORO. Quattro chili di cocaina sono costati a ciascuno una condanna a 8 anni. E la sentenza finale sarebbe potuta anche essere più pesante se il giudice per l’udienza preliminare, oltre alla richiesta di condanna, avesse accolto in pieno anche l’entità della pena avanzata della Procura: 10 anni di carcere. Ma per il gup Teresa Castagna, evidentemente, 8 anni erano la pena più giusta per i due imputati Umberto Sanna, 69 anni, originario di Guasila, e Riccardo D’Argenio, 59 anni, di San Ferdinando di Puglia, in provincia di Foggia. Mentre un terzo imputato, Vincenzo Secci, di Loculi, ha chiesto di essere giudicato a dibattimento: il suo processo comincerà a marzo.

È costata cara, dunque, a Sanna e a D’Argenio, la cocaina purissima che i carabinieri avevano loro attribuito dopo averli seguiti durante un blitz di tre anni fa alla periferia di Nuoro. Il carico di droga era stato intercettato dai carabinieri del comando provinciale nel mezzo di due distinte operazioni anti-stupefacenti. Un carico di 5 chili di cocaina era stato sequestrato nel corso di un posto di blocco all’altezza di Villanovatulo, mentre un secondo carico di 4 chili e mezzo – questa volta appena più leggero ma sempre importante – era stato recuperato al termine di un controllo e successivo inseguimento che da Nuoro era terminato in Baronia. Sul mercato avrebbe fruttato circa un milione di euro.

L’operazione alle porte di Nuoro era scattata al termine di alcuni giorni di pedinamenti e controlli discreti che avevano messo i militari sulle tracce di alcune persone ritenute al centro di un consistente traffico di droga dal sud dell’isola verso la costa nord orientale e la Baronia. E proprio nel corso di questi appostamenti, i carabinieri notano due persone in un’auto che si aggiravano nella periferia di Nuoro con il classico atteggiamento sospetto. Così, i militari hanno deciso di seguirli, seppur da debita distanza, e lo hanno fatto anche quando i due nell’auto si sono diretti verso la Baronia. A un certo punto i due hanno imboccato una stradina di campagna che si inoltrava per qualche chilometro nel territorio di Galtellì e poi, dopo breve tempo, tornavano indietro per dirigersi di nuovo verso la 131 dcn, con i carabinieri che li controllavano sempre a debita distanza. Giunta quasi all’altezza di Ottana, poi, l’auto ha incrociato un’altra pattuglia di carabinieri, ma prima che questi ultimi la fermassero – stando alla ricostruzione dell’accusa – i due nell’auto hanno gettato un grosso zaino verso un terreno a bordo strada. Subito dopo sono stati fermati, mentre un altro gruppo di carabinieri si preoccupava di recuperare lo zaino. E così, dopo averlo trovato e posto sotto sequestro, hanno scoperto che al suo interno c’erano ben 4 chili e mezzo di cocaina, divisa in tre involucri ben avvolti nel cellophane. Per i due occupanti dell’auto – Umberto Sanna e Riccardo D’Argenio – è scattato l’arresto per detenzione di droga ai fini di spaccio. Ma è finito nei guai anche Vincenzo Secci, di Loculi, il proprietario di un terreno dove era stata trovata la droga. Per i primi due, difesi dagli avvocati Giovanna Serra (per Sanna) e Anna Maria Busia, il processo in abbreviato si è concluso con una condanna, per ciascuno, a 8 anni.

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