Bosa, salgono a 37 i contagi da Covid

Il primo cittadino dispone la chiusura delle scuole fino al 25 novembre

BOSA. Salgono a 37 i casi di Covid-19 nella città del Temo mentre sull’altopiano della Planargia a Tresnuraghes si contano 4 casi: uno rispettivamente a Suni e Flussio, 2 casi accertati a Montresta. Questa per il momento, in attesa dell’esito di numerosi tamponi e ulteriori possibili sviluppi, la situazione che costringe i sindaci a prendere anche drastiche misure di prevenzione, che si traducono ad esempio nella chiusura temporanea delle scuole dell’obbligo. Come a Bosa, dove Piero Franco Casula domenica ha emanato una ordinanza urgente che dispone lo stop alla didattica in presenza per infanzia, primaria e secondaria di primo grado, dal 16 al 25 novembre. Decisione che segue di poche ore quella adottata già nel primo pomeriggio del 15 novembre dal sindaco di Tresnuraghes Gian Luigi Mastinu, per le due classi delle medie (la seconda in quarantena obbligatoria) che non potranno frequentare nel plesso di via Cesare Battisti dal 16 al 21 novembre, passando quindi alla didattica online. A Bosa, spiega il sindaco Casula, sono infatti da annoverare tra i casi finora accertati anche quelli di «Docenti, educatori, alunni delle scuole dell’obbligo e loro genitori».

Sempre a Bosa un’altra ordinanza emanata domenica impone inoltre lo stop all’allestimento dei mercatini all’aperto, fino al 25 novembre. Mentre a Flussio, dopo il comunicato del neo sindaco Giovanni Antonio Zucca che annuncia un caso positivo e invita alla prudenza ed all’acquisto di saturimetri i cittadini, la minoranza via interrogazione spinge per «Attivare tutte le procedure per sottoporre la popolazione su base volontaria ad uno screening, in modo da capire la reale diffusione del virus». Terreno quello dei cosiddetti “tamponi” a cui guarda anche l’Unione dei Comuni della Planargia: il presidente Gian Luigi Mastino annuncia infatti l’intenzione di voler attivare uno screening che intende coinvolgere i bambini dal primo anno della primaria fino all’ultimo della secondaria di secondo grado, e la fascia di residenti dai 65 in su, l’ipotesi. In questo contesto, ancora “liquido” considerata l’attesa dell’esito di numerosi tamponi, il Centro operativo comunale di ogni singolo ente locale resta quindi aperto. Per gestire le misure di emergenza sanitaria e all’occorrenza intervenire nella prevenzione. Il tutto sotto il vigile e comprensibilmente preoccupato occhio dei cittadini. Molti dei quali optano adesso per una sorta di lockdown popolare da zona rossa, certifica una Bosa praticamente deserta di auto e pedoni già dall’imbrunire anche nelle vie e piazze del centro.

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