Cgil e Uil: «Ospedale da campo, impiego di militari inopportuno»

NUORO. «Intervento inopportuno». Così è stato definito dai rappresentanti della Cgil e Cisl funzione pubblica, Sandro Fronteddu e Giorgio Mustaro l’arrivo a Nuoro dei medici e degli infermieri...

NUORO. «Intervento inopportuno». Così è stato definito dai rappresentanti della Cgil e Cisl funzione pubblica, Sandro Fronteddu e Giorgio Mustaro l’arrivo a Nuoro dei medici e degli infermieri militari che dovranno dare operatività all’ospedale da campo allestito dalla Croce Rossa e dalla Protezione civile. «Riteniamo sempre importante e utile l’apporto dell’esercito nei momenti in cui le necessità del paese lo richiedono. In questa occasione, però, valutiamo l’intervento specifico inopportuno – sottolineano –. Innanzitutto perché l’ospedale da campo si è rilevato un flop non rispondendo alle caratteristiche sanitarie con le quali era stato annunciato (venti posti fra terapie intensive e semintensive). Infatti la struttura ospita venti posti letto normali che non servono, di fatto, ad alleviare minimamente lo stato di gravità in cui versa il sistema sanitario nuorese. Ma ciò che più ci preme evidenziare è il fatto che il San Francesco e l’area socio sanitaria locale hanno necessità di medici, infermieri, Oss, ausiliari, tecnici di ruolo, che vadano a coprire gli annosi buchi degli organici, ma soprattutto che, una volta terminata l’emergenza Covid, possano garantire la loro permanenza in città». I due sindacalisti nel ricordare che in tutto il Nuorese ci sono risorse umane e professionali disponibili, su cui poter contare e che possono essere assunte in via duratura e a tempo indeterminato, si soffermano sui numerosi lavoratori precari della sanità che attendono da tempo una stabilizzazione. In tal senso il Consiglio regionale ha approvato una legge specifica rimasta inattuata. «Invitiamo l’Assessorato alla sanità, il commissario Ares ed i responsabili della Assl di Nuoro a procedere con le iniziative utili all’assunzione delle figure necessarie perché sulla struttura locale arrivi, nell’immediato, una boccata di ossigeno e, per il futuro, il dovuto riequilibrio nelle dotazioni organiche ormai da anni insufficienti. Nuoro – concludono – rivendica un ruolo di primo piano nel sistema regionale senza ulteriori mortificazioni. Chiede che il servizio erogato sia all’altezza di un paese civile e che i nuoresi possano sentirsi garantiti in uno dei bisogni primari previsti dalla Costituzione».



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