Arriva il nuovo medico di base L’addio di Mattana dopo 25 anni

DUALCHI. Dal 1° dicembre Dualchi e Noragugume avranno un nuovo medico di base. Francesca Mura sostituirà Rosangela Mattana che andrà in pensione dopo 25 anni di servizio. “La mia più grande paura nel...

DUALCHI. Dal 1° dicembre Dualchi e Noragugume avranno un nuovo medico di base. Francesca Mura sostituirà Rosangela Mattana che andrà in pensione dopo 25 anni di servizio. “La mia più grande paura nel corso degli ultimi mesi”, racconta, “è sempre stata legata al rischio di non essere sostituita. Invece, per fortuna, martedì prossimo arriverà una collega che stimo e che in mia assenza già in passato, durante le ferie estive ad esempio, ha preso il mio posto. Ho la certezza”, aggiunge, “di lasciare i pazienti in buone mani. Questa è per me un'enorme consolazione”.

La notizia dell'affidamento del nuovo incarico è circolata subito e ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo nei due paesi del Marghine. “In un periodo di estrema difficoltà come quello che siamo chiamati ad affrontare”, sottolinea il sindaco di Dualchi, Ignazio Piras, “il fatto che la sede non sia rimasta vacante è da considerarsi una vittoria. Io, per primo, e chiaramente le nostre comunità abbiamo temuto di dover rinunciare a un servizio indispensabile. Così non sarà, per fortuna”.

Sollievo e soddisfazione sono stati espressi anche da Rita Zaru. Da un mese alla guida dell'amministrazione civica di Noragugume, non nasconde la gratitudine per il lavoro svolto da Rosangela Mattana. “Il suo impegno, lungo oltre due decenni, l'ha portata a prendersi cura delle persone e a entrare nelle loro case. Per questo, sono in molti, a considerarla come una di famiglia. Lunedì 30 novembre, durante il Consiglio comunale”, annuncia il sindaco, “speriamo di poter contare sulla presenza delle due dottoresse. Il nostro vuol essere un atto di riconoscenza doveroso verso chi, con caparbietà e dedizione, deve stare in trincea, spesso, per sopperire ai disservizi della sanità pubblica. Compito non semplice, soprattutto in tempo di pandemia”.

E se da un lato si gioisce, dall'altro la consapevolezza di dover chiudere una fase della propria vita lascia il posto alla malinconia. “L'idea di dovermi fermare”, ammette Rosangela Mattana, “mi intristisce un po' ma credo sia logico dopo un quarto di secolo. La mia speranza è che le cose cambino. La medicina di prossimità non riesce a far fronte alle necessità della gente. Bisognerebbe assumere più professionisti. Creare, magari, dei mini poliambulatori nei piccoli centri. La presenza sui territori è fondamentale. I pazienti non possono e non devono sentirsi abbandonati a se stessi. C'è tanto da fare. Auspico davvero un cambio di passo”.



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