La piana del fiume Posada supera la prova alluvione

L’ondata di piena si è riversata in mare senza provocare alcun danno La diga Maccheronis è arrivata ad avere 24 milioni di metri cubi d’acqua  

TORPÈ. L’ondata di piena attesa con paura si è riversata in mare senza creare nessun danno nella piana del fiume Posada. Già da domenica sera i sindaci di Posada e Torpè Martino Sanna e Salvatore Ruiu, che per due giorni hanno seguito costantemente la situazione dal centro operativo comunale, hanno tirato un sospiro di sollievo e allentato controlli portati avanti da protezione civile e barracelli. L’allarme previsto dai bollettini meteo con codice rosso, è aumentato di livello dopo la bomba d’acqua che ha devastato Bitti e l’imponente massa d’acqua che è arrivata nel lago Maccheronis dove alle 16 c’erano 10 milioni di metri cubi d’acqua che sono poi aumentati di livello sino ad arrivare a quota 43 metri sul livello del mare e a un volume di circa 24 milioni di metri cubi.

A Torpè il sindaco aveva già fatto sgomberare le case dell’agro e quelle nella parte bassa del paese mentre a Posada sono stati allertati e fatti allontanare tutti i possessori di locali in prossimità degli argini. Strade presidiate per evitare situazioni di pericolo e chiusi s’Aidu e Mesu a Torpè e la strada provinciale Posada-Concas. La situazione è stata continuamente monitorata dai Coc e da Enas e Consorzio di bonifica mentre a Posada con un mezzo meccanico si apriva la foce di Orvile per far defluire meglio l’acqua in mare. I milioni di metri cubi arrivati dalle montagne non hanno trovato ostacoli sul loro cammino e sono stati contenuti in sicurezza entro gli argini. La situazione è tornata entro i margini di sicurezza intorno alle 17 di domenica e il sistema di allerta sembra aver superato l’esame con forze dell’ordine e protezione civile che si sono mosse all’unisono secondo il piano di sicurezza messo a punto dopo l’alluvione del 2013. Ma, come ha anche specificato anche il presidente della Regione, Christian Solinas, la burocrazia tiene ancora in ostaggio alcuni lavori di messa in sicurezza. Se infatti il sollevamento e il rinforzo dell’argine di destra che dà verso i paesi di Torpè e Posada, ha permesso di rinforzare le difese, si attende ancora il via all’appalto di quello di sinistra che permetterà di mettere in sicurezza anche le case dell’agro e le tenute agricole sul versante nord del territorio. A Posada ferme ancora opere previste dopo l’alluvione del 2009. Sono gli interventi sui due ponti sulla provinciale per La Caletta. Il Consorzio di bonifica aveva chiesto i finanziamenti per interventi di pulizia dell’alveo sui torrenti di Paule Predu e Matta e Burdone, in zone a rischio idraulico, per sollevare gli argini in due canali al campo sportivo e Montelongu ed evitare l’inondamento delle case e della strada. A rallentare tutto l’ok per la valutazione d’impatto ambientale e dopo 11 anni i lavori sono ancora al palo.

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