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Pd, il candidato sindaco sconfitto: «Faremo opposizione costruttiva»

NUORO. Carlo Prevosto, 57 anni, candidato sindaco dal Pd. Se non lo sconfitto numero “uno”, da Soddu, è nella parte alta della classifica dei sei avversari regolati dal primo cittadino riconfermato....

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NUORO. Carlo Prevosto, 57 anni, candidato sindaco dal Pd. Se non lo sconfitto numero “uno”, da Soddu, è nella parte alta della classifica dei sei avversari regolati dal primo cittadino riconfermato. Lo attestano le sue parole: «La delusione è stata abbondante». Per poi aggiungere: «Non mi nascondo. La volontà uscita dalle urne è stata chiara». Meglio, dunque, anticipare i programmi futuri. Quelli in municipio: «Gli elettori ci hanno collocato all’opposizione. Sarà comunque costruttiva». L’azione nel Partito democratico: «Il Pd nuorese arriva da anni di lotte interne. Lavoriamo per ricostruirlo, che è poi il mandato uscito dalle ultime assemblee degli iscritti». Il discorso sul Pd riporta alle vicende elettorali: «I presupposti interni non erano incoraggianti. Siamo partiti – afferma il nuovo consigliere comunale – con le dichiarazioni di un iscritto, l’ex assessore della Sanità, Arru, che ha detto di non essere per le primarie e di voler sostenere Soddu. Altri esponenti sono confluiti nella coalizione di Offeddu. Nessuno dei consiglieri comunali uscenti che abbia deciso di ricandidarsi. Ero certo di immolarmi, per la causa del partito, che nonostante tutto ha deciso di andare avanti con la mia candidatura». Prima dei forfait tra i tesserati, la rottura nel tavolo del centrosinistra, che in inverno mostrava una certa unitarietà di visione: «Sono venuti a mancare – spiega ancora Prevosto – diversi dei soggetti che avevano sottoscritto il documento delle primarie. Se sommassimo tutti quei voti – conclude l’analisi – arriveremmo a dire che c’erano i numeri per vincere». Mentre la vittoria, ed è stata sonante, è andata per Soddu, e Prevosto non è arrivato al 12 per cento dei consensi: «Sì, pur consapevole di non poter competer per vincere, mi aspettavo dai 4 ai 5 punti di percentuale in più». La minoranza, ecco quanto alla fine gli è dato: «Sarà chiara. In questi giorni, in cui la maggioranza ha fibrillato sulla giunta, qualcuno è andato di pensare già a qualche scenario nuovo e cercato di capire la posizione del Pd. Il mio partito – avverte – non dà o toglie sostegni a maggioranze estemporanee. Piuttosto – aggiunge – se un giorno Soddu dicesse che è entrato nel Pd, le valutazioni potranno essere diverse». Sui temi in consiglio comunale, un’anticipazione è quella della seduta d’insediamento: «Ho detto che in Sardegna il disegno è di costruire due poli forti, quello già esistente di Cagliari e l’altro che si coagula intorno alla città metropolitana di Sassari. In questo schema il destino di Nuoro è quello della marginalità. Non credo – attacca l’esponente Pd – che Soddu sia in grado di opporsi. Tra l’altro, la sua è una politica di corto respiro, quasi familistica, come è emerso dalle scelte per la giunta». (f.p.)

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