Bitti, contributi immediati agli sfollati

Sfuma la visita del ministro Boccia. La Protezione civile stabilisce gli interventi urgenti. Belloi nominato commissario

BITTI. Non ci sarà neanche il ministro per gli Affari generali Francesco Boccia. Già sfumata la visita del capo della Protezione civile Angelo Borrelli (in quarantena), oggi a Bitti non potrà arrivare neanche l’esponente del Governo Conte, impedito da sopraggiunti impegni istituzionali. Bitti resta comunque sotto stretta osservazione, tant’è che lo stesso Borrelli ha firmato ieri pomeriggio l’ordinanza che disciplina i primi interventi urgenti conseguenti al disastro causato dall’alluvione del 28 novembre, con tre anziani morti. Anche ieri centinaia di uomini e ben quaranta mezzi hanno continuato a spalare il fango e a liberare strade e abitazioni dalla melma e dai detriti che hanno sommerso Bitti.

Attimi di paura si sono vissuti quando un camion è sprofondato in via Salvemini, dove il manto d’asfalto ha ceduto all’improvviso, come già successo l’altro ieri in via Brescia, dove è aperto un cratere causando un incidente a un automezzo dei vigili del fuoco. Per fortuna in entrambi i casi non c’è stata alcuna conseguenza per le persone.

Il provvedimento firmato ieri da Borrelli, che fa seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza deliberato il 2 dicembre dal Consiglio dei ministri, nomina commissario delegato il dirigente generale della Protezione civile della Regione Antonio Pasquale Belloi, che per l’espletamento delle attività potrà avvalersi delle strutture e degli uffici regionali, provinciali e comunali oltre che individuare soggetti attuatori che agiranno sulla base di specifiche direttive. Il commissario delegato, avvalendosi del sindaco Giuseppe Ciccolini, è autorizzato ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, o sia stata sgomberata, un Contributo di autonoma sistemazione (Cas), a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell’immobile e fino al rientro nell’abitazione o finché non si sia provveduto ad altra sistemazione con carattere di stabilità e comunque non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza. In particolare, il contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili per i nuclei familiari composti da cinque o più unità. Ai nuclei familiari composti da una sola unità sono assegnati 400 euro, a quelli di due unità 500 euro, a quelli di tre unità 700 euro, a quelli di quattro unità 800 euro. È possibile inoltre erogare ulteriori 200 euro mensili, anche in aggiunta al limite massimo, per ogni componente della famiglia di età superiore ai 65 anni o disabile con invalidità non inferiore al 67%. Per quanto riguarda la rimozione di materiali vegetali e detriti rocciosi da zone urbanizzate, alvei di fiumi o laghi e dai corsi d’acqua, il Commissario è autorizzato a cederli al comune territorialmente competente per interventi pubblici di ripristino conseguenti alla situazione generata dall’evento.

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