L’orgoglio di Bitti nella piazza ripulita
di Simonetta Selloni
Consiglio comunale all’aperto. Il sindaco Ciccolini e il commissario Belloi: nessuno resterà solo. 400mila euro alle imprese
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INVIATA A BITTI. Stivali di gomma e tricolore. Nella piazza Asproni, una settimana fa invisibile perché coperta dal fango che arrivava a mezza gamba, ieri splendeva un sole inimmaginabile appena sette giorni fa, ossia un secolo fa. Qui, il sindaco Giuseppe Ciccolini ha convocato ieri mattina il Consiglio comunale: prima riunione dopo l’apocalisse. Con lui, il commissario straordinario per l’emergenza nazionale, Antonio Belloi; ci sono molti bittesi, inpiazza, e, schierati, i rappresentanti dell’imponente apparto istituzionale e di volontari che lavora ininterrottamente dal 28 novembre per aiutare i bittesi a risollevarsi da un disastro che si è lasciato indietro macerie, case e attività sommerse dal fango. E tre vittime.
Ecco perché si inizia con un minuto di silenzio per chi non c’è più: Lia Orunesu, Giuseppe Carzedda, Giuseppe Mannu. Ma Ciccolini va oltre: ricorda anche le vittime delle altre alluvioni, perché Bitti già nel 2013, con Cleopatra, aveva perso un concittadino, Giovanni Farre, il cui corpo non è mai stato ritrovato.
É un interminabile elenco di ringraziamenti, quello che snocciola Giuseppe Ciccolini ed è la gratitudine vera di chi è consapevole che se «forte e imponente è stata la concentrazione di pioggia, forte e imponente è la concentrazione di forze che si è riversata su Bitti: orgoglio di essere italiani, una nazione che non dimentica questo piccolo territorio». Ci sono tante ragioni per sentirsi fieri e la commozione attraversa la piazza ora pulita e praticabile. Ma bisogna essere concreti. «Questo Consiglio comunale serve per approvare la delibera che contiene i criteri e le modalità con le quali già domani (oggi per chi legge ndc) le imprese potranno fare domanda per avere i ristori raccolti attraverso la campagna #TutticonBitti: si tratta di 400mila euro che andranno prima di tutto alle imprese, che già soffrivano per le conseguenze del Covid». Bitti quindi riparte, e subito, dal suo tessuto produttivo. Non c’è tempo da perdere, «Qui non deve chiudere nessuno, tutti saranno aiutati per la modulistica. Nessuno deve pensare di andare via, tutti i bittesi devono sentire che Bitti è e sarà sempre la loro casa». Viene la parte più difficile, e Ciccolini lo sa. «Ci sono sofferenze, di chi ha perso persone care e di chi ha perso le proprie cose. Ci sono persone alle quali dovremo demolire le case. Buttare giù una vita di ricordi e affetti, ma non abbiamo alternative. Troveremo soluzioni, nessuno sarà lasciato solo». E sulla stessa linea, di concretezza, si muove Belloi: «Per aiutare i cittadini sulla modulistica per accedere agli interventi del Governo per i primi ristori, da mercoledì sarà in azione una squadra di supporto. Entro 30 giorni avremo un report complessivo da inviare al Dipartimento nazionale della Protezione civile, che contenga tutti gli interventi necessari per mitigare in modo definitivo il rischio idrogeologiche. Ma tutte le procedure saranno seguite a Bitti con un ufficio del commissario straordinario per l’emergenza. Non andremo via finché la ricostruzione non sarà ultimata». Bitti non si ferma e sa che il lavoro da fare per il ritorno alla normalità è ancora lunghissimo. Ma ci sono parole e giornate di sole che fanno sperare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco perché si inizia con un minuto di silenzio per chi non c’è più: Lia Orunesu, Giuseppe Carzedda, Giuseppe Mannu. Ma Ciccolini va oltre: ricorda anche le vittime delle altre alluvioni, perché Bitti già nel 2013, con Cleopatra, aveva perso un concittadino, Giovanni Farre, il cui corpo non è mai stato ritrovato.
É un interminabile elenco di ringraziamenti, quello che snocciola Giuseppe Ciccolini ed è la gratitudine vera di chi è consapevole che se «forte e imponente è stata la concentrazione di pioggia, forte e imponente è la concentrazione di forze che si è riversata su Bitti: orgoglio di essere italiani, una nazione che non dimentica questo piccolo territorio». Ci sono tante ragioni per sentirsi fieri e la commozione attraversa la piazza ora pulita e praticabile. Ma bisogna essere concreti. «Questo Consiglio comunale serve per approvare la delibera che contiene i criteri e le modalità con le quali già domani (oggi per chi legge ndc) le imprese potranno fare domanda per avere i ristori raccolti attraverso la campagna #TutticonBitti: si tratta di 400mila euro che andranno prima di tutto alle imprese, che già soffrivano per le conseguenze del Covid». Bitti quindi riparte, e subito, dal suo tessuto produttivo. Non c’è tempo da perdere, «Qui non deve chiudere nessuno, tutti saranno aiutati per la modulistica. Nessuno deve pensare di andare via, tutti i bittesi devono sentire che Bitti è e sarà sempre la loro casa». Viene la parte più difficile, e Ciccolini lo sa. «Ci sono sofferenze, di chi ha perso persone care e di chi ha perso le proprie cose. Ci sono persone alle quali dovremo demolire le case. Buttare giù una vita di ricordi e affetti, ma non abbiamo alternative. Troveremo soluzioni, nessuno sarà lasciato solo». E sulla stessa linea, di concretezza, si muove Belloi: «Per aiutare i cittadini sulla modulistica per accedere agli interventi del Governo per i primi ristori, da mercoledì sarà in azione una squadra di supporto. Entro 30 giorni avremo un report complessivo da inviare al Dipartimento nazionale della Protezione civile, che contenga tutti gli interventi necessari per mitigare in modo definitivo il rischio idrogeologiche. Ma tutte le procedure saranno seguite a Bitti con un ufficio del commissario straordinario per l’emergenza. Non andremo via finché la ricostruzione non sarà ultimata». Bitti non si ferma e sa che il lavoro da fare per il ritorno alla normalità è ancora lunghissimo. Ma ci sono parole e giornate di sole che fanno sperare.
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