unione ciechi
«Ma i dispositivi touch-screen sono un limite all’accessibilità»
NUORO. «La diffusione dei touch-screen sta generando un’enorme barriera di accessibilità per la comunità dei ciechi e degli ipovedenti che risultano sempre di più esclusi dall’utilizzo di strumenti...
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NUORO. «La diffusione dei touch-screen sta generando un’enorme barriera di accessibilità per la comunità dei ciechi e degli ipovedenti che risultano sempre di più esclusi dall’utilizzo di strumenti necessari e quotidiani e dall’erogazione di servizi spesso essenziali». La constatazione è di Pietro Manca, presidente della sezione Nuoro-Ogliastra dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti. «Tante le segnalazioni che riceviamo: ultima quella che riguarda l’installazione di un citofono touch in un condominio nuorese, impossibile da usare da un’inquilina cieca. Ma questa nuova tecnologia è ovunque: negli elettrodomestici, negli ascensori. Nei totem di informazione e prenotazione, nei bancomat e nei pos dei negozi. Nelle casse dei supermercati. Solo nei telefoni, però, l’accessibilità è stata garantita dagli ausili audio». Per Manca «i passi avanti fatti nel corso degli anni scorsi grazie all’implementazione di alcune funzionalità tattili per favorire accessibilità, si sono persi con l’avvento dei touch screen. Il progresso è tale se riguarda tutti ed è vero se ha una speciale attenzione per la parte più debole della comunità. Mi appello ai legislatori regionali e nazionali affinché valutino la possibilità di interventi ed incentivi per inserire fra i requisiti obbligatori dei dispositivi touch l’accessibilità piena, ad iniziare da quelli gestiti dal pubblico, per arrivare ai privati e domestici. E invito i responsabili di pubblici esercizi, banche, condomini, ma anche gli installatori e i fornitori, a prestare attenzione per poi scegliere o richiedere solo apparecchiature che annullano le barriere».
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