Consorzio industriale il presidente Guiso lascia dopo 5 anni
di Federico Sedda
Il numero 1 dell’ente traccia un bilancio di fine mandato «Abbiamo risanato i conti e registrato 30mila euro di utili»
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NUORO. Lettera di commiato del presidente del Consorzio industriale provinciale di Nuoro, Piero Guiso, al termine del suo mandato quinquennale scaduto ai primi di dicembre. Un mandato controverso, il suo, finito sotto la lente della magistratura nuorese nell'ambito dell'indagine su un appalto da due milioni e mezzo di euro che sarebbe stato pilotato da Guiso e dal direttore dell'ente consortile, Tore Serra. Entrambi erano stati arrestati e poi rimessi in libertà con l’applicazione della misura, poi revocata dal gip del tribunale di Nuoro, dell’interdizione dai pubblici uffici.
Il Consorzio, nel frattempo, era stato commissariato dalla Regione con la funzionaria regionale Pietrina Lecca. Una volta venuta meno la misura cautelare, Piero Guiso, che non si è mai dimesso dalla carica, è tornato a ricoprire a tutti gli effetti l’incarico di presidente. Che ora dovrà lasciare per fine mandato.
L’assemblea consortile è già stata convocata per venerdì prossimo, 18 dicembre, con inizio alle 10.30 nella sede nuorese di via Dalmazia. Tre i punti all'ordine del giorno: rinnovo del collegio dei revisori dei conti; elezione del presidente e nomina del nuovo consiglio di amministrazione.
Prima della riunione, però Piero Guiso ha preso carta e penna per scrivere una lettera nella quale riassume il suo operato. «Ho iniziato il mio mandato – esordisce nel documento – il 2 dicembre del 2015. Ho trovato un ente che chiudeva il bilancio di esercizio con una perdita di 982.225 euro. Anche nei cinque esercizi precedenti si erano registrate grosse perdite. Da quando ho amministrato il consorzio – sottolinea il presidente uscente Guiso – il Cda ha portato avanti una seria opera di risanamento indirizzata soprattutto a individuare nuovi servizi che garantissero ricavi tali da mantenere il bilancio in equilibrio». Quello dei conti in rosso è stato il problema più grosso che il Cda ha dovuto affrontare. Alla fine però, ha trovato la soluzione.
«Per assicurare un progressivo risanamento dei conti, dal 2018, dopo una trattativa con la Banca Unipol durata oltre un anno, il Consorzio – fa sapere Piero Guiso – è riuscito a trasformare il rapporto di fido, in cui avevamo un debito di circa 2 milioni di euro dal 2010, in mutuo ipotecario della durata di 10 anni, riducendo il tasso di interesse dall’11,99 per cento al 6,07 per cento, dimezzando così i costi degli interessi passivi. Il bilancio 2019 registrerà un utile di 30mila euro. Il Consorzio, insomma, non è stato una polveriera». Tra le attività realizzate dal Consorzio, Guiso cita la gestione diretta dell'impianto di compostaggio di Prato Sardo; la cancellazione del lavoro in turno al depuratore di Ottana e la cessione di aree industriali per la produzione di energia da fonti alternative.
«Purtroppo – sottolinea Guiso – non è andata a buon fine, per l'opposizione del settore ambiente della Provincia, la richiesta di autorizzazione per trattare rifiuti liquidi non pericolosi. L’avvio di questa attività sarebbe stato il volano per il rilancio».
Infine un accenno alla vicenda penale che lo vede coinvolto: «Sono fiducioso e attendo serenamente l'esito del procedimento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il Consorzio, nel frattempo, era stato commissariato dalla Regione con la funzionaria regionale Pietrina Lecca. Una volta venuta meno la misura cautelare, Piero Guiso, che non si è mai dimesso dalla carica, è tornato a ricoprire a tutti gli effetti l’incarico di presidente. Che ora dovrà lasciare per fine mandato.
L’assemblea consortile è già stata convocata per venerdì prossimo, 18 dicembre, con inizio alle 10.30 nella sede nuorese di via Dalmazia. Tre i punti all'ordine del giorno: rinnovo del collegio dei revisori dei conti; elezione del presidente e nomina del nuovo consiglio di amministrazione.
Prima della riunione, però Piero Guiso ha preso carta e penna per scrivere una lettera nella quale riassume il suo operato. «Ho iniziato il mio mandato – esordisce nel documento – il 2 dicembre del 2015. Ho trovato un ente che chiudeva il bilancio di esercizio con una perdita di 982.225 euro. Anche nei cinque esercizi precedenti si erano registrate grosse perdite. Da quando ho amministrato il consorzio – sottolinea il presidente uscente Guiso – il Cda ha portato avanti una seria opera di risanamento indirizzata soprattutto a individuare nuovi servizi che garantissero ricavi tali da mantenere il bilancio in equilibrio». Quello dei conti in rosso è stato il problema più grosso che il Cda ha dovuto affrontare. Alla fine però, ha trovato la soluzione.
«Per assicurare un progressivo risanamento dei conti, dal 2018, dopo una trattativa con la Banca Unipol durata oltre un anno, il Consorzio – fa sapere Piero Guiso – è riuscito a trasformare il rapporto di fido, in cui avevamo un debito di circa 2 milioni di euro dal 2010, in mutuo ipotecario della durata di 10 anni, riducendo il tasso di interesse dall’11,99 per cento al 6,07 per cento, dimezzando così i costi degli interessi passivi. Il bilancio 2019 registrerà un utile di 30mila euro. Il Consorzio, insomma, non è stato una polveriera». Tra le attività realizzate dal Consorzio, Guiso cita la gestione diretta dell'impianto di compostaggio di Prato Sardo; la cancellazione del lavoro in turno al depuratore di Ottana e la cessione di aree industriali per la produzione di energia da fonti alternative.
«Purtroppo – sottolinea Guiso – non è andata a buon fine, per l'opposizione del settore ambiente della Provincia, la richiesta di autorizzazione per trattare rifiuti liquidi non pericolosi. L’avvio di questa attività sarebbe stato il volano per il rilancio».
Infine un accenno alla vicenda penale che lo vede coinvolto: «Sono fiducioso e attendo serenamente l'esito del procedimento».
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