La Nuova Sardegna

Nuoro

«Serve un protocollo anti-Covid»

di Valeria Gianoglio
«Serve un protocollo anti-Covid»

Gli avvocati barbaricini concordi nel proseguire l’astensione dalle udienze fino alla fine del mese

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NUORO. I penalisti, in particolare, chiedono maggiori accortezze e sicurezza nella gestione dei processi – a cominciare dalla possibilità, per evitare assembramenti, di spalmare le udienze penali anche nel pomeriggio o in giorni decisamente meno consueti. E fissare un tetto giornaliero di processi penali: massimo dieci al giorno per ogni giudice, e massimo due testi da sentire. Proprio come si faceva nei mesi primaverili, durante il lockdown. E chiedono, soprattutto, che i vertici del personale e dei magistrati del Palazzo di giustizia, si riuniscano attorno a un tavolo, anche se virtuale, insieme agli avvocati, e concordino un protocollo condiviso che detti le regole per evitare che si creino pericolosi focolai e nuovi contagi dopo i diversi casi registrati nelle ultime settimane, tra dipendenti delle cancellerie e avvocati.

È attesa per queste ore, la decisione dell’ordine forense nuorese sulla possibilità di proseguire o meno l’astensione dalla udienze che va avanti da dieci giorni. In teoria, infatti, gli avvocati barbaricini dovrebbero tornare nelle aule di via Leonardo da Vinci lunedì. Ma sin da ieri mattina, nel corso di una riunione in videoconferenza che si è tenuta a distanza attraverso una piattaforma web, l’aria di proseguire con l’astensione tirava decisa e da tutte le parti. La decisione finale, tuttavia, arriverà in queste ore, dopo la riunione di ieri.

Ma già da ieri, dunque, durante un primo giro di consultazioni tra i legali del foro di Nuoro, la volontà di prolungare l’astensione era unanime.

«Serve un protocollo condiviso che detti le condizioni di gestione delle udienze, di ingressi nella aule, dei processi – spiega il vicepresidente della Camera penale nuorese, Giovanni Colli – lo chiediamo da tempo ma ancora non è stato fatto. Chiediamo più sicurezza: del resto, a leggere gli ultimi dati Nuoro e il suo territorio hanno numeri da zona rossa, quindi è giusto chiedere che si innalzino le regole di sicurezza».

«Serve un regolamento condiviso – ribadisce il componente del consiglio dell’ordine forense, Antonio Falchi – un regolamento che venga discusso nel corso di un tavolo al quale prendano parte i vertici del Palazzo di giustizia, la Procura, i magistrati di sorveglianza, i coordinatori dei giudici di pace». Ma anche i sindacati, sulla situazione del Palazzo di giustizia, dicono la loro. «Ci risulta che nessuno sia in smart working – spiega il coordinatore provinciale Cisl-Fp, Giorgio Mustaro – e poi mancano informazioni puntuali sul numero dei positivi, su come gestire le quarantene. E continua a mancare anche quel tavolo di confronto con i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori, anche se a distanza e in video, che chiediamo da tempo ma che finora non è stato convocato». Giorgio Mustaro lo dice senza tanti giri di parole, insomma: in tribunale, nonostante la denuncia di diverse carenze fatte dal sindacato diversi giorni fa, non è cambiata la sostanza. «O meglio – spiega – è stato disposto solo un maggior distanziamento tra il personale all’interno degli uffici. Ma serve ben altro: noi continuiamo a chiedere un tavolo di confronto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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