Tortolì, entro il 2021 concluso il restauro dell’ex sede vescovile

Proseguono i lavori nell’antico palazzo che ospitò la diocesi Finanziati dal Mibact per la creazione di un centro culturale 

TORTOLÌ. Si punta con decisione sul recupero di uno storico palazzo: pochi mesi fa hanno avuto inizio i lavori di restauro e consolidamento dell’ex episcopio (ex vescovado), tuttora di proprietà della Curia. L’impresa ha tempo sino alla fine del 2021 per concluderli. Per i lavori vennero destinati, tre anni fa, 2 milioni e 250mila euro: di cui un milione e 200mila finanziati dal Mibact (ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo), 900mila dalla Regione – grazie all’ex giunta regionale Pigliaru e anche al costante lavoro dell’allora consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini – e 150mila dalla Diocesi Ogliastra. L’intervento, che risulta in capo al Segretariato regionale del Mibact, ha visto la consegna dei lavori in estate, nell’ultima decade di luglio.

Il palazzo ospitò il vescovado quando Tortolì era sede della diocesi d’Ogliastra, per oltre un secolo, per la precisione per 103 anni, dal 1824 fino al 1927. Viene ricordato soprattutto perché vi stabilì la propria sede l’indimenticato vescovo d’Ogliastra monsignor Emanuele Virgilio, ovvero dal maggio 1910 (ma fece ingresso nella cittadina il 5 novembre) al gennaio 1923, quando morì proprio a Tortolì. L’ex episcopio (che in origine nacque come palazzo dei Conti Quigini-Puliga) fu edificato nel Settecento «come traspare sia dall’impianto della struttura, tipico dell’epoca, sia dalle soluzioni architettoniche adottate, non si conosce la data esatta di costruzione, né il nome del progettista».

Nell’autunno 2019, la Diocesi diede il via agli interventi di messa in sicurezza dell’immobile, compresa la sistemazione di una nuova recinzione. Ora è destinato a diventare un grande centro culturale polivalente. Lo storico edificio nella via Vittorio Emanuele – lato biblioteca comunale e scuola materna intitolata a monsignor Virgilio – consta di diversi ambienti utili dislocati su tre livelli, che dopo il restauro strutturale e la messa a norma degli impianti, avendo particolare cura anche dell’accesso alle categorie diversamente abili, saranno riconvertiti, in piccolo museo e centro culturale.

«Per noi – ha più volte detto il sindaco Massimo Cannas, che tiene molto all’attuazione dell’importante progetto – – si tratta di un intervento di grande rilevanza, che ridaranno alla comunità un palazzo storico molto amato. Ha rappresentato molto e lo stesso potrà essere anche in futuro. Ringraziamo tutti quanti sono intervenuti, a livello finanziario, per potere procedere all’intervento di ristrutturazione».

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