L’ospedale di Lanusei spalanca le porte agli specializzandi
di Giusy Ferreli
Il Nostra Signora della Mercede è a corto di rianimatori Da gennaio corre ai ripari con uno studente di Sassari
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LANUSEI. L’unità operativa di Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Lanusei spalanca le porte agli specializzandi. Il Nostra signora della Mercede, da tempo a corto di specialisti, dal prossimo gennaio potrà fare affidamento su uno studente della scuola di specializzazione di Sassari che concluderà la sua formazione nelle sale operatorie e tra i 4 posti letto di terapia intensiva e i 2 di sub intensiva del reparto guidato da Francesco Loddo. Una novità resa possibile dal Dpcm del 9 marzo, emanato dal premier Giuseppe Conte per far fronte all’emergenza Covid 19. Il provvedimento consente ai medici del quarto e quinto anno di svolgere l’attività necessaria al conseguimento del diploma di specializzazione nei reparti ospedalieri. L’accordo, siglato di recente tra la Assl di Lanusei e l’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari rappresenta una boccata d’ossigeno per il reparto dove, in questo periodo caratterizzato dalla pandemia, vengono ricoverati anche i pazienti no Covid provenienti dalle altre parti della Sardegna che hanno necessità della terapia intensiva. A Lanusei si attende, inoltre, che venga formalizzata la proroga del contratto per i due rianimatori del Brotzu che, arrivati in comando provvisorio la scorsa estate, lavoreranno dal 16 dicembre per altri sei mesi nel presidio ospedaliero. La direzione dell’Asl ogliastrina la scorsa settimana ha presentato formale richiesta ai vertici dell’azienda ospedaliera cagliaritana. «Abbiamo già avuto garanzie verbali sulla proroga del contratto. Ora – fa sapere il neo direttore dell’area sociosanitaria ogliastrina, Antonello Demontis –, attendiamo solo la pubblicazione della delibera da parte del commissario straordinario del Brotzu, Paolo Cannas». Con la proroga dei due contratti e l’arrivo dello specializzando, in servizio, ci sarebbero 12 unità sulle 15 previste dalla pianta organica. Numeri ben lontani dal raggiungimento della copertura dell’organico ma anche da quelli della scorsa estate quando in reparto c’erano appena 9 specialisti. ll caso Lanusei aveva indotto i sindacati a salire sulle barricate contro le condizioni di lavoro, non in linea con i contratti collettivi e poco rispettose di professionisti che avevano dovuto sobbarcarsi la parte più impegnativa, rischiosa e stressante dell’emergenza. Le buone notizie del potenziamento dell’organico però non devono far abbassare la guardia: i 15 specialisti più il primario, numeri che consentirebbero la piena operatività del reparto oberato dal carico di lavoro e un potenziamento delle altre attività come, ad esempio, le sedute operatorie della Chirurgia, sono un traguardo lontano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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