Bosa vuole lo stato di calamità naturale

Allagamenti dovuti alle piogge, il Comune chiede il riconoscimento alla Regione

BOSA. Come annunciato nei giorni scorsi, l’amministrazione civica presieduta dal sindaco Piero Franco Casula ha chiesto alla Regione di riconoscere lo “stato di calamità naturale” per i danni provocati dal maltempo, nel territorio di Bosa, tra il quattro e il nove dicembre scorsi. La delibera della giunta municipale è stata approvata all’unanimità nei giorni scorsi, con incipit un lungo excursus su quanto accaduto nelle piovose giornate in avvio dell'ultimo mese del 2020.

Strade e piani bassi di abitazioni allagati, una rete di smaltimento delle acque meteoriche assolutamente carente in più punti dell’abitato, detriti da rimuovere, asfalto sbriciolato, smottamenti su diverse arterie, alcune delle negative conseguenze dopo giorni di pioggia trascorsi tra una allerta e l’altra. In particolare le situazioni di maggior rilievo sono sicuramente quelle verificatesi nella notte tra i sette e l’otto dicembre quando, dopo diverse ore di pioggia battente, sono dovuti intervenire uomini e mezzi di Vigili del Fuoco, Comitato Croce Rossa Italiana di Bosa e Barracelli per risolvere alcune situazioni d’emergenza per allagamenti nelle zone di via Allende, Terridi, S’Istagnone, Sant’Antonio. Senza contare gli allagamenti in tre punti della via Nazionale (tratto fra Bosa e Bosa Marina della Statale 129 bis) e quelli (quarta volta in tre mesi in questa parte finale del 2020) nel primo tratto del viale Alghero. Diversi gli smottamenti su strade provinciali che hanno visto intervenire il personale dell’ente territoriale di Oristano per la messa in sicurezza, su percorsi già di per se segnati da carenze strutturali abbondantemente conosciute sui tratti di arterie che congiungono Bosa al resto dell’isola. Il tutto con un occhio rivolto anche al Temo, che sempre nella notte fra il sette e l’otto dicembre in poche ore è cresciuto di un metro e mezzo sul normale livello. Impegnando Croce Rossa e Barracelli in un continuo monitoraggio del fiume e dei canali e corsi d’acqua che vi si riversano e per due volte in pochi giorni con la chiusura del ponte sommergibile di Su Adu.

Questo il panorama di un’emergenza che ha lasciato al suo passaggio danni ingenti, per i quali il comune chiede alla Regione, insieme al riconoscimento dello Stato di calamità naturale, risorse economiche straordinarie da utilizzare in tempi brevi, con cifre che sono ancora da quantificare.

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