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Istat, gli stipendi degli italiani crescono e recuperano sull’inflazione – Il report con i dati completi

Istat, gli stipendi degli italiani crescono e recuperano sull’inflazione – Il report con i dati completi

Nella media annua l’indice delle retribuzione orarie è aumentato del 3,1%

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Milano Gli stipendi italiani crescono e recuperano almeno in parte l'inflazione nel 2025. A riferirlo è l'Istat, indicando che nella media l'indice delle retribuzioni orarie è cresciuto del 3,1 per cento rispetto al 2024. Restano però in attesa di rinnovo 27 contratti nazionali che coinvolgono circa 5,5 milioni di dipendenti. Nel settore privato la crescita delle retribuzioni, pari al 3,2 per cento, nonostante la sensibile decelerazione negli ultimi due trimestri (+2,5% in entrambi, rispetto al +4,5% del primo trimestre e al +3,3% del secondo), è trainata dal settore agricolo (+5,0%), da quello industriale (+3,4%) e in misura minore dai servizi privati (+3,0%), mentre per la pubblica amministrazione l'incremento, legato ai rinnovi contrattuali relativi al triennio 2022-2024, si ferma al +2,7 per cento.

A dicembre l'indice mensile delle retribuzioni contrattuali orarie segna un aumento dello 0,2% rispetto a novembre e un +2,9% rispetto allo stesso mese del 2024. Gli aumenti più elevati su base annua riguardano i ministeri (+7,2%), le forze armate (6,9%) e i vigili del fuoco (6,8%); nessun incremento per farmacie private e telecomunicazioni.

Commentando i dati, l'Istat indica che «per il secondo anno consecutivo», con l'aumento delle retribuzioni «si realizza un parziale recupero rispetto all'inflazione (Ipca), che si ferma al +1,7%». Alla fine di dicembre, per l'insieme dei settori economici, sono 48 i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica che riguardano circa 7,6 milioni di lavoratori, corrispondenti al 57,8% del totale dei dipendenti. L'istituto di statistica osserva inoltre che la percentuale è la sintesi di una quota pari al 73,8% nel settore privato (100 per cento nel settore agricolo, 47,2% nell'industria e 94,3% nei servizi privati) e a zero nella pubblica amministrazione in quanto tutti i contratti sono scaduti.

Nel corso del quarto trimestre 2025 sono stati recepiti 9 contratti e nessun contratto è scaduto. Restano comunque in attesa di rinnovo 27 contratti che coinvolgono circa 5,5 milioni di dipendenti, di cui 2,7 milioni nel settore privato (12 contratti) e 2,8 nella pubblica amministrazione (15 contratti). Si accorcia però il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto: è diminuito dai 19,7 mesi di gennaio 2025 ai 18,9 mesi di dicembre 2025.

L'Unione nazionale consumatori ha definito «irrisorio e inadeguato» il rialzo delle retribuzioni. «Nonostante i rialzi delle retribuzioni nel 2025 dipendano dai rinnovi contrattuali relativi al triennio 2022-2024, anni nei quali l'inflazione ha registrato record che non si avevano dal 1985, +8,1% nel solo 2022, +5,7% nel 2023, l'aumento è stato veramente misero», ha commentato il presidente dell'Unc Massimo Dona, trovando «incredibile» che «a dare il cattivo esempio sia proprio la pubblica amministrazione, che segna l'incremento più basso: +2,7%, contro il 3,2 per cento del settore privato».

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