La Nuova Sardegna

Nuoro

Arrestato 29enne: violenza sulla moglie

di Simonetta Selloni
Arrestato 29enne: violenza sulla moglie

L’uomo, un marocchino, da anni maltrattava la donna Le indagini accelerate dall’applicazione del Codice rosso

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TORTOLÌ. C’è un Codice rosso, che non ha nulla a che fare con i divieti anti-Covid previsti per le prossime feste. Il Codice rosso è la nuova legge contro la violenza sulle donne, che prevede una decisa accelerazione delle misure da attuare in caso di volenza domestica, ed è esattamente sulla sua linea che si sono mossi i carabinieri di Tortolì. A loro, qualche giorno fa, si è rivolta una donna. Doveva mettersi in salvo, subito: lei e la sua creatura, dopo anni di soprusi e violenze da parte del marito. L’uomo, un marocchino di 29 anni, è finito in carcere accusato di maltrattamenti nei confronti di familiari e conviventi, lesioni personali aggravate e violenza sessuale.

La donna e il suo bambino sono stati messi al sicuro, proprio grazie all’applicazione delle disposizioni del Codice rosso. All’arresto si è giunti dopo che la Procura della Repubblica di Lanusei, che ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri, ha chiesto e ottenuto dal Gip del tribunale l’applicazione della misura cautelare.

Come molte storie di violenza, anche questa affonda le radici nel tempo. Secondo quanto raccontato dalla donna, la famiglia del mulino bianco non esistva più da tempo, almeno dal 2011. Aggressioni fisiche e verbali, con tutto il rosario di sofferenze inflitte a lei tra percosse, lesioni, ingiurie, minacce di morte, violenza verbale, psicologica e sessuale, denigrazione, biasimo, vessazioni ed intimidazioni. Un’escalation di aggressioni dal più classico dei manuali della violenza. Una sistematica opera di demolizione psicologica e anche fisica. La presenza del bambino non è mai stata un deterrente: e infatti le violenze si ripetevano anche davanti al figlioletto.

Quale sia stata la molla che ha finalmente aiutato la donna a uscire da questo incubo non è nota, e ora non ha importanza. Quello che conta è che i carabinieri e la Procura hanno raccolto tanti e tali elementi che la misura cautelare è stata ritenuta indispensabile per tenere lontano l’uomo dalle sue vittime.

Attorno alla donna si è sviluppato un protocollo di protezione, di accoglienza, di aiuto. Perché ora questo bisognerà fare: darle la possibilità di recuperare la serenità e di rimettere insieme un’ipotesi di vita tranquilla, senza vessazioni, violenze. Senza paura, per sé e per il figlio. Dopo la prima fase, quella dell’arresto del marito violento, ora tutto il sistema sociale dovrà dare risposte adeguate e il sostegno necessario per andare oltre l’incubo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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