La Nuova Sardegna

Nuoro

Il canto di Federica nel lockdown

di Francesco Pirisi

La Gallus ora vive e lavora in Portogallo: la lontananza da Nuoro, i progetti, il brano sul “risveglio”

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NUORO. Un “singolo” in Portogallo nel giorno del compleanno, con dedica alla famiglia che vive a Nuoro. Questo il regalo per i suoi 34 anni, compiuti il 22 dicembre, Federica Gallus, cantante nuorese emigrata da qualche anno nella terra lusitana. Da Setubal, a 30 chilometri dalla capitale Lisbona, presenta l’opera, con testo in lingua inglese: «L’ho chiamata “I’m awake now”, ossia “Sono sveglio ora”, un invito alla scoperta di se stessi, al risveglio, a perdonarsi e farlo con gli altri, a rompere con i cosiddetti “patterns”, gli schemi poco salutari nelle relazioni con noi stessi e gli altri». La produzione era nei programmi della carriera di Federica, partita 13 anni fa da Nuoro per l’Inghilterra dietro il sogno della musica e poi approdata nel sud del Portogallo, a Faro, capoluogo dell’Algarve, terra d’origine del musicista Tiago Rosado, per qualche anno compagno sul palco e nella vita.

A maggio di quest’anno la decisione di spostarsi verso nord, a Setubal, città sull’estuario del Rio Sado: «Per il mio lavoro – dice – va molto meglio. C’è maggior scambio culturale e poi sono vicinissima alla capitale». Il “singolo” è la prova di questo nuovo fermento artistico di Federica Gallus, la “barbaricina”, come ama definirsi: «Il disco – racconta – l’ho scritto in una notte dalla scorsa estate, a casa del ragazzo americano, che per qualche mese mi ha ospitato, dopo il trasferimento a Setubal. Sul suo computer andava una base musicale e su questa ho scritto il testo». Federica garantisce che è solo l’inizio come cantautrice: «Ho già concluso una collaborazione con un compositore argentino per un pezzo in lingua spagnola. Lavoro da qualche tempo anche per un brano in sardo e ho ricevuto la proposta d’incidere un brano in portoghese. Nel futuro anche una produzione in italiano». Come dire l’intero repertorio linguistico di cui si è dotata la cantante di Nuoro: «Parlo cinque lingue e adoro anche cantarle».

Il progetto era nella sua testa proprio nel momento di lasciare la città di nascita e la famiglia per trasferirsi in Inghilterra. Che l’arte musicale fosse scritto per lei negli astri, lo aveva capito sin da piccola. Gli anni delle elementari e medie valgono per le prime conferme. Passa anche dal conservatorio di Sassari, e vi studia lirica, ma lo lascia dopo qualche tempo. Quanto ha appreso sin lì, è persuasa sia sufficiente, perché tutto il tempo a venire e la passione ha deciso di spalmarli tra jazz, pop, soul, in due parole, la “black music” degli afroamericani, i soli generi che la portino all’estasi. Lo ha appreso talmente bene che sale sui palchi dei pub di Londra, ivi compreso il “Ronnie Scott jazz club”, il massimo nel campo.

La musica come professione è arrivata però gli anni scorsi, in Portogallo: «Ho tenuto spettacoli, con altri musicisti, nei teatri e nei grandi hotel per un pubblico fatto soprattutto di turisti». Tutto bene e liscio, sino al momento in cui anche tra Oporto, Lisbona e Faro non scoppiasse l’emergenza del Covid. «Ci sono state da subito le restrizioni – racconta Federica Gallus – anche se la situazione non era allarmante. I teatri e altri locali dove si produce arte, sono comunque rimasti aperti, certo con posti contingentati e uso delle protezioni». L’ultima serata della cantante nuorese è stata in estate. Le restrizioni del governo in autunno si sono fatte più stringenti, sino ad arrivare al coprifuoco. «Durante queste feste di fine anno – ricorda – è in pratica tutto riaperto, ma con un limite orario. Terrò dei concerti, così da poter presentare anche il nuovo lavoro discografico». La dedica è decisa: «Non può che essere alla mia famiglia – è la risposta immediata di Federica – che mi ha sostenuto sempre in questo lavoro, anche quando io magari avevo qualche dubbio». A causa del Covid da due anni è lontana dai genitori e fratelli, dalla casa nel quartiere di Montejaca: «Il distacco – confessa – inizia a pesarmi. L’ultima volta che avevo programmato di rientrare, è stato poi annullato il volo. Mi consolerò con una cena natalizia in compagnia dei miei amici portoghesi, a base di prodotti sardi. Il vino sarà quello delle vigne di “Marreri”». Cantando “I’m awake now”, “sono sveglio ora”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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