BOSA
La minoranza diserta il Consiglio per protesta
di Alessandro Farina
BOSA. Il fine anno amministrativo sfocia in note di polemica nella città del Temo. Alla riunione convocata dal presidente dell’assemblea, il sindaco Piero Franco Casula, per il pomeriggio del 29...
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BOSA. Il fine anno amministrativo sfocia in note di polemica nella città del Temo. Alla riunione convocata dal presidente dell’assemblea, il sindaco Piero Franco Casula, per il pomeriggio del 29 dicembre, con ben nove punti all’ordine del giorno, i sei componenti dei gruppi di opposizione non si sono presentati: lamentando via pec e per le vie brevi al sindaco che il tempo a disposizione per approfondire la mole di atti era risicata e non rispondeva a quanto stabilito da diversi articoli del regolamento consiliare. Per la maggioranza invece, presenti 9 consiglieri che hanno approvato a maggioranza i vari argomenti, legati fra a variazioni di bilancio ed altre questioni economiche, è tutto in regola ed i tempi di convocazione e deposito degli atti sarebbero stati rispettati. Fatto sta che i consiglieri di Per Bosa, Insieme si Cambia e Fratelli d’Italia hanno lasciato i rispettivi scranni vuoti, il segnale che c’è sempre più maretta sulla questione dei tempi di convocazione dei consigli comunali, e soprattutto sull’accesso agli atti «Che non riguarda esclusivamente quest’ultima assemblea» sottolinea Rosalia Acca. Che insiemi ai colleghi Claudia Mastinu, Daniela Brundu, Alessandro Naitana, Salvatore Sanna e Anna Maria Carlini hanno chiesto esplicitamente, via Pec e per le vie brevi con un messaggio via chat, la sospensione della riunione. Sulla base di alcuni articoli del regolamento che “Prevede che l’avviso per le sedute debba essere recapitato almeno 3 giorni interi prima di quello prefissato per la riunione” uno degli appunti. L’avviso di convocazione invece sarebbe stato recapitato «Il 24 dicembre alle ore 11.58, le 9 proposte di deliberazione inserite all’ordine del giorno e gli atti allegati sono stati recapitati il 28 alle 16, impedendo di fatto ai consiglieri di poter esaminare nel dettaglio le proposte» le date e numeri contestati. Che finiranno anche sulla scrivania del Prefetto e della direzione generale alle quali le minoranze chiedono di “Verificare la correttezza dell’operato dell’Amministrazione».
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