Ora la fattoria è sociale grazie a Campagna amica
di Stefania Vatieri
Dorgali, il lavoro nei campi strumento di riabilitazione per persone svantaggiate Nell’azienda di “Istipporo” si producono cardoncelli sott’olio e altre prelibatezze
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DORGALI. Lavorare la terra come strumento per la cura e la riabilitazione di persone svantaggiate: quando l’agricoltura diventa sociale. Nel cuore della Barbagia il lavoro nei campi diventa la terapia per il benessere dei malati psichici. Si chiama “ Istipporo” l’azienda agricola a pochi chilometri da Dorgali che Alessandro Fancello, giovane agricoltore trentaduenne, ha convertito da circa un anno in una fattoria sociale. Una splendida realtà che mette in relazione la cultura contadina con il mondo delle disabilità psichiche e fisiche, immersa nella natura selvaggia del Rio Caddaris. La sua impresa agricola mira a una gestione green del terreno con piccole produzioni agricole e allevamenti, integrati alle attività con disabili e mirati all’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo, in collaborazione con due cooperative sociali operanti nel settore.
Fulcro sul quale ruota l’intera attività, la produzione di un prelibato fungo di cardoncello sott’olio che i ragazzi disabili seguono dalla coltivazione fino alla realizzazione dei prodotti agricoli appunto sott’olio e conserve da commercializzare. «Partiamo da un presupposto fondamentale – racconta Alessandro Fancello, titolare di una delle prime fattorie sociali del territorio –. Nessuno dei ragazzi disabili mangiava funghi, ora tutti ne vanno ghiotti. Questa è stata la loro prima conquista – spiega il responsabile della fattoria con il sorriso tra le labbra –. L’idea di convertire l’azienda in fattoria sociale è nata qualche anno fa quando insieme a mia sorella, educatrice in una cooperativa di tipo b, abbiamo pensato di rendere un impegno fisse le sporadiche attività che i ragazzi svolgevano in azienda, fino a farli diventare parte integrante e fondamentale della produzione dei vari sott’olio, ma anche nella cura della vigna, dell’oliveto, del piccolo orto e degli animali presenti. Un sogno reso possibile – conclude Alessandro Fancello – grazie al progetto di Campagna Amica sulle fattorie sociali».
Dai diversamente abili agli ex carcerati. Il lavoro nei campi dunque inteso come strumento di riabilitazione fisica e mentale o come programma di reinserimento di persone emarginate dalle logiche di mercato. «Finalmente i ragazzi si sentono parte di qualcosa di utile e soddisfacente – spiega la presidente della cooperativa sociale Kids Francesca Fancello –. Si tratta di un progetto importantissimo per i disabili fisici e mentali perché ogni giorno hanno degli obiettivi da portare a termine e un fine comune. Inoltre le attività all’aria aperta, il lavoro, la fatica, sono strumenti fondamentali che migliorano certamente la qualità della vita di queste persone». Il progetto prevede anche la realizzazione di una piccola struttura ricettiva in legno e un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli in sott’olio e conserve da commercializzare. La novità consiste nell’integrare il laboratorio di trasformazione con un punto ristoro che sarà supporto logistico di ogni iniziativa volta alla conoscenza del Canyon Caddaris, un sito naturalistico affascinante e incontaminato. E, ciliegina sulla torta, un percorso sensoriale per non vedenti.
«Oggi produrre in agricoltura non vuol dire soltanto portare il buon cibo sulle tavole, ma rispondere a precise necessità della società in diversi ambiti – spiega Antonio Madeddu, responsabile provinciale Coldiretti, Campagna Amica –. Il fenomeno delle fattorie sociali in questi ultimi tempi sta prendendo piede anche nel nostro territorio con ben dodici realtà presenti. A livello regionale è in progetto la strutturazione di un mercato di Campagna Amica itinerante per provincia nel quale parteciperanno le fattorie sociali iscritte nella nostra rete. Inoltre – conclude Antonio Madeddu – si sta lavorando per la creazione di un marchio etico solidale per i prodotti agricoli delle fattorie sociali che verranno venduti nei mercati di campagna Amica promossi dalla Coldiretti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Fulcro sul quale ruota l’intera attività, la produzione di un prelibato fungo di cardoncello sott’olio che i ragazzi disabili seguono dalla coltivazione fino alla realizzazione dei prodotti agricoli appunto sott’olio e conserve da commercializzare. «Partiamo da un presupposto fondamentale – racconta Alessandro Fancello, titolare di una delle prime fattorie sociali del territorio –. Nessuno dei ragazzi disabili mangiava funghi, ora tutti ne vanno ghiotti. Questa è stata la loro prima conquista – spiega il responsabile della fattoria con il sorriso tra le labbra –. L’idea di convertire l’azienda in fattoria sociale è nata qualche anno fa quando insieme a mia sorella, educatrice in una cooperativa di tipo b, abbiamo pensato di rendere un impegno fisse le sporadiche attività che i ragazzi svolgevano in azienda, fino a farli diventare parte integrante e fondamentale della produzione dei vari sott’olio, ma anche nella cura della vigna, dell’oliveto, del piccolo orto e degli animali presenti. Un sogno reso possibile – conclude Alessandro Fancello – grazie al progetto di Campagna Amica sulle fattorie sociali».
Dai diversamente abili agli ex carcerati. Il lavoro nei campi dunque inteso come strumento di riabilitazione fisica e mentale o come programma di reinserimento di persone emarginate dalle logiche di mercato. «Finalmente i ragazzi si sentono parte di qualcosa di utile e soddisfacente – spiega la presidente della cooperativa sociale Kids Francesca Fancello –. Si tratta di un progetto importantissimo per i disabili fisici e mentali perché ogni giorno hanno degli obiettivi da portare a termine e un fine comune. Inoltre le attività all’aria aperta, il lavoro, la fatica, sono strumenti fondamentali che migliorano certamente la qualità della vita di queste persone». Il progetto prevede anche la realizzazione di una piccola struttura ricettiva in legno e un laboratorio di trasformazione dei prodotti agricoli in sott’olio e conserve da commercializzare. La novità consiste nell’integrare il laboratorio di trasformazione con un punto ristoro che sarà supporto logistico di ogni iniziativa volta alla conoscenza del Canyon Caddaris, un sito naturalistico affascinante e incontaminato. E, ciliegina sulla torta, un percorso sensoriale per non vedenti.
«Oggi produrre in agricoltura non vuol dire soltanto portare il buon cibo sulle tavole, ma rispondere a precise necessità della società in diversi ambiti – spiega Antonio Madeddu, responsabile provinciale Coldiretti, Campagna Amica –. Il fenomeno delle fattorie sociali in questi ultimi tempi sta prendendo piede anche nel nostro territorio con ben dodici realtà presenti. A livello regionale è in progetto la strutturazione di un mercato di Campagna Amica itinerante per provincia nel quale parteciperanno le fattorie sociali iscritte nella nostra rete. Inoltre – conclude Antonio Madeddu – si sta lavorando per la creazione di un marchio etico solidale per i prodotti agricoli delle fattorie sociali che verranno venduti nei mercati di campagna Amica promossi dalla Coldiretti».
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