Per l’Arma una caserma ecosostenibile
di Federico Sedda
Orotelli, dal Comune 600mila euro per il recupero e l’efficientamento energetico
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OROTELLI. Il progetto per la messa a norma e in sicurezza della caserma dei carabinieri di Orotelli avrà una dotazione finanziaria di oltre 600mila euro: cento mila euro in più rispetto alla precedente previsione economica di 500mila euro. Il tutto grazie ai fondi previsti dal cosiddetto conto termico 2.0 che prevede finanziamenti aggiuntivi per l’efficientamento energetico, quali l’inserimento nei progetti per la sistemazione degli edifici pubblici di impianti fotovoltaici con sistema di accumulo, della coibentazione dei solai interni ed esterni e della messa in opera degli oscuranti negli infissi.
Tutte opere, queste, che sono state aggiunte agli interventi progettuali inizialmente previsti e che hanno consentito al Comune di ottenere un contributo maggiore rispetto a quanto preventivato.
L’introduzione delle modifiche progettuali e l’adeguamento del progetto esecutivo, già approvato dalla giunta comunale, ha consentito di portare le risorse disponibili a 606mila e 967euro così suddivise: 400mila concesse dalla Regione, 100mila cofinanziate dal Comune e 106mila euro ottenute dal conto termico previsto da un decreto ministeriale per gli edifici classificabili a energia quasi zero.
Davvero una somma considerevole che rimetterà pressoché a nuovo lo stabile di proprietà comunale che ospita la caserma del carabinieri nella parte alta di corso Vittorio Emanuele.
Il progetto, approvato definitivamente il 29 dicembre 2020 dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nannino Marteddu, punta a migliorare la fruibilità e l’efficienza dei locali, rendendoli più sicuri e accoglienti. Oltre alla sistemazione interna dello stabile, il progetto prevede anche la sostituzione degli infissi, l’efficientamento energetico e la sistemazione dell’impianto elettrico di tutti i piani dell’edificio.
La macchina tecnica e burocratica per mandare l’opera in appalto si è già messa in moto. Si prevede che i lavori possano avere inizio entro la primavera prossima. La convenzione firmata tra il Comune e la Regione Sardegna prevede, infatti, che si proceda celermente e in tempi certi alla realizzazione dell’intervento al fine di rispettare i tempi previsti dal bando di finanziamento e non incorrere nella revoca dei fondi concessi. La realizzazione dei lavori consentirà anche di dare uno sfogo, tramite l’impresa appaltatrice, all’edilizia pubblica, uno dei settori più provati dall’emergenza dovuta alla pandemia.
Tutte opere, queste, che sono state aggiunte agli interventi progettuali inizialmente previsti e che hanno consentito al Comune di ottenere un contributo maggiore rispetto a quanto preventivato.
L’introduzione delle modifiche progettuali e l’adeguamento del progetto esecutivo, già approvato dalla giunta comunale, ha consentito di portare le risorse disponibili a 606mila e 967euro così suddivise: 400mila concesse dalla Regione, 100mila cofinanziate dal Comune e 106mila euro ottenute dal conto termico previsto da un decreto ministeriale per gli edifici classificabili a energia quasi zero.
Davvero una somma considerevole che rimetterà pressoché a nuovo lo stabile di proprietà comunale che ospita la caserma del carabinieri nella parte alta di corso Vittorio Emanuele.
Il progetto, approvato definitivamente il 29 dicembre 2020 dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nannino Marteddu, punta a migliorare la fruibilità e l’efficienza dei locali, rendendoli più sicuri e accoglienti. Oltre alla sistemazione interna dello stabile, il progetto prevede anche la sostituzione degli infissi, l’efficientamento energetico e la sistemazione dell’impianto elettrico di tutti i piani dell’edificio.
La macchina tecnica e burocratica per mandare l’opera in appalto si è già messa in moto. Si prevede che i lavori possano avere inizio entro la primavera prossima. La convenzione firmata tra il Comune e la Regione Sardegna prevede, infatti, che si proceda celermente e in tempi certi alla realizzazione dell’intervento al fine di rispettare i tempi previsti dal bando di finanziamento e non incorrere nella revoca dei fondi concessi. La realizzazione dei lavori consentirà anche di dare uno sfogo, tramite l’impresa appaltatrice, all’edilizia pubblica, uno dei settori più provati dall’emergenza dovuta alla pandemia.
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