NO ALLE SCORIE
Il Cai Sardegna: non si ripeta la barbarie di fine ottocento
NUORO. Un no deciso alle scorie nucleari in Sardegna arriva dal Club alpino, attraverso il suo presidente regionale Matteo Marteddu. «Percorriamo la Sardegna sui sentieri, da nord, a sud, al centro....
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NUORO. Un no deciso alle scorie nucleari in Sardegna arriva dal Club alpino, attraverso il suo presidente regionale Matteo Marteddu. «Percorriamo la Sardegna sui sentieri, da nord, a sud, al centro. Montagne e colline. Innumerevoli sentieri sono marchiati dal segno indelebile del carbone. Piazzole annerite, dal Supramonte d’Ogliastra, di Barbagia e dalla Gallura fissano ancora il timbro di certificazione della barbarie devastante i 400 mila ettari di foreste tra ottocento e novecento. Imprese spregiudicate del continente, complici i governi del regno, hanno raso al suolo ambiente, popoli e capacità economiche dell’Isola». Marteddu ricorda le parole di Quintino Sella, fondatore del Cai, espresse nel suo viaggio nell’isola in occasione della commissione d’inchiesta parlamentare, già nel 1896: “Malaria, povertà, distruzione delle risorse boschive recidono e stroncano di buon ora le attività’ e gli individui meno favoriti. Il resto e’ agguerrito e procede impavido nel suo cammino”. Il Cai ribadisce il no alle scorie, «insieme ai sardi e ai sindaci tutti».
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