«Poste, odissea tra ritardi e disservizi»
di Mauro Piredda
Siniscola, il sindaco: «Bisogna riportare a pieno regime gli orari di apertura»
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SINISCOLA. «Ancora oggi mi ritrovo a scrivere in merito ai disservizi di Poste Italiane». A stendere questa lettera di disappunto è il sindaco Gian Luigi Farris. Una missiva aperta che termina con una proposta, dato che il massimo esponente dell’esecutivo cittadino chiede all’azienda un nuovo orario di apertura al pubblico degli uffici di via Silvio Pellico e di La Caletta. «Dopo la segnalazione del mese scorso relativa ai ritardi nei recapiti della corrispondenza – prosegue il primo cittadino – e dopo tutte le varie emergenze che la città di Siniscola sta affrontando e che l'amministrazione sta provvedendo in vari modi a gestire, vi è anche quello relativo al grave problema che si è venuto a creare a seguito della riduzione dell’orario di lavoro dovuta all'emergenza epidemiologica in corso». Dalla primavera scorsa gli utenti stanno in coda all’esterno del locale, a volte senza neppure poter prendere il numero della fila e relazionandosi tra loro con il classico «a pustis de chie so?» («dopo chi mi tocca?», ndc). Prendendosi però il sole d’estate e il freddo e le intemperie d’inverno. «Dalle lunghe file, che si vedono spesso fuori dall'ufficio postale, - prosegue Tardelli - si intravedono rabbia ed indignazione che portano spesso l'utente ad abbandonare la fila sperando che il giorno seguente vada meglio. Ma ahimè così non è». Farris si lamenta conti alla mano: «È vergognoso che una città come Siniscola, il secondo centro più grande, con 12.000 abitanti e con 80/100mila presenze estive, debba fare i conti nel 2021, anche sé in presenza della grave crisi pandemica in corso, con un disservizio così grave e mal gestito». Da qui la proposta: «L'unica soluzione che vedo è quella di riportare gli orari di apertura al pubblico a pieno regime, dalle ore 8 alle 18,50, in modo da poter evitare quel pericoloso e tanto temuto assembramento e consentire agli utenti di potersi distribuire durante tutto l'arco della giornata. Facendo anche sì che anche chi lavora al mattino possa usufruire di tale servizio, se così lo si può ancora chiamare». Il mese scorso il sindaco Farris era intervenuto per lamentare i ritardi nella consegna della corrispondenza: «Il mancato recapito per lunghissimi periodi comporta la scadenza delle bollette con il concreto rischio di interruzione dei servizi come luce, acqua e telefono e l’addebito dei relativi interessi di mora per ritardati pagamenti».
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