Fiabe al telefono e fantasia così a Nuoro il teatro si reinventa

Monica Corimbi (Bocheteatro): «Festival e letture nonostante il virus Ma il 2020 resta da archiviare. E ora puntiamo a rivitalizzare nuovi spazi»

NUORO. Del 2020 appena terminato ricorderà soprattutto «lo zoccolo duro dei tanti amici e sostenitori del teatro che ci hanno sempre spronato ad andare avanti», la capacità di reinventare un nuovo modo di lavorare, la nuova tappa del festival Patapum fatta all’aperto e in alcuni degli scorci più belli di Nuoro, il festival estivo Note a margine allo Spazio Ilisso, e la sorprendente esperienza delle “favole al telefono”. Quei racconti letti e interpretati attraverso una semplice prenotazione e successiva chiamata via smartphone, pensati per i bambini durante il lockdown, e richiesti persino da alcune famiglie residenti in Spagna e in Francia per allietare i piccoli di casa nei mesi più grigi del lockdown.

«È andata, tutto sommato è andata. È stato un anno difficilissimo ma abbiamo provato a reinventarci e a fare tutto il possibile. Ma adesso non vediamo l’ora di poter riaprire il teatro come luogo fisico, perché lo spettacolo richiede la presenza. Non sarà facile ma ci proviamo, appena le regole ce lo consentiranno»: Monica Corimbi, anima, insieme a Giovanni Carroni, di Bocheteatro, tutto sommato continua a restare ottimista. Quello che si è appena concluso, dice, è stato un anno che speriamo non si ripeta per nessuno, ma siamo fiduciosi nel futuro, anche se non sarà facile riabituare la gente a tornare a teatro».

E il futuro, almeno quello immediato, per Bocheteatro significa anche guardarsi intorno. Perché, se anche le norme dovessero continuare a imporre la chiusura della sala di viale Trieste, Monica Corimbi e Giovanni Carroni stanno già pensando a un piano B: ovvero portare gli spettacoli teatrali tra le strade di Nuoro.

«Nell’anno appena trascorso abbiamo già sperimentato alcuni spazi come piazza Su Cuzzone, il parco di Sant’Onofrio, piazza Satta – racconta – ma ci piacerebbe poter rivitalizzare anche altri luoghi con gli spettacoli, come il giardino di viale Trieste. Sarà, certo, un modo diverso di fare teatro, ma ci proveremo nell’attesa di poter riaprire la sala di viale Triste, che abbiamo adeguato alle nuove regole, tra ingressi contingentati, percorsi separati e sanificazione». «Proveremo a riavviare la stagione – spiega ancora Monica Corimbi – e per fine agosto abbiamo in programma di far partire una nuova edizione del festival Patapum, per il quale da qualche giorno abbiamo avviato una raccolta fondi online». «Con questa campagna di crowdfunding – spiega anche via Facebook sulla pagina di Bocheteatro – non si vuole semplicemente trovare le risorse per sopperire all'emergenza, ma si vuol dare un segno di immediata ripartenza. Siamo certi che molti di voi sarebbero venuti nel nostro Teatro in questi mesi, siamo certi che molti di voi ci avrebbero sostenuto con tesseramenti e contributi. Quello che chiediamo è che la vostra generosità possa servire a mantenere in vita il Patapum festival e contemporaneamente offrirvi la possibilità, quando l'emergenza sarà finita, di poter tornare a teatro ed assistere agli spettacoli che riprenderanno anche in virtù di questa raccolta fondi. Potremo ampliare la nostra programmazione e vivere lo spazio. Donate, perché vi assicuro che così facendo starete facendo un dono anche a voi stessi. Il teatro vive grazie al pubblico, vive solo se è “abitato”».

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