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Sostegno alle donne: dopo due anni riapre il centro antiviolenza

di Alessandra Porcu
Sostegno alle donne: dopo due anni riapre il centro antiviolenza

Macomer, l’Unione dei comuni riavvia lo sportello di ascolto L’assessora Ledda: “Nel Marghine situazione molto critica” 

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MACOMER. A due anni dalla chiusura, imposta per mancanza di fondi, il Centro antiviolenza dell'Unione dei Comuni del Marghine spalanca di nuovo le sue porte. Operativo dal primo gennaio scorso, sarà in grado di offrire ascolto e sostegno alle donne e ai bambini vittime di soprusi. “Ci abbiamo sempre creduto. Aspettavamo il bando regionale per poter riaccogliere chi ha necessità”, afferma Rossana Ledda, rappresentante del Comune di Macomer. “L'auspicio è renderlo un servizio stabile e possibilmente continuativo”.

Di risultato importante per tutto il territorio parla il presidente dell'Unione, Luigi Daga. “Il C.a.v.”, dice, anche a nome dei sindaci e degli assessori alle Politiche sociali promotori della precedente apertura, “è uno strumento fondamentale per combattere e arginare un fenomeno purtroppo in continua espansione”.

A gestire la struttura sarà la cooperativa sociale Porta Aperta di Sassari che, grazie al team di professionisti, sarà in grado di offrire tutela legale, attività di affiancamento e consulenza psicologica oltreché sociale. Operativa dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, la sede accoglierà gli utenti anche il lunedì e il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 18. Gli operatori del centro saranno raggiungibili anche attraverso il numero di telefono 345 0623614 e l'indirizzo mail cavmarghine@portapertaonlus.it.

“Quella di cui parliamo”, sottolinea Rossana Ledda, “è una piaga gravissima che non risparmia il nostro territorio. La speranza è che il presidio diventi un punto di riferimento per le donne del Marghine, e non solo, che subiscono maltrattamenti. Lo scopo del Centro è quello di fornire un aiuto pratico e immediato per sottrarre le vittime da situazioni di pericolo. Il passo successivo è l'attivazione di percorsi personalizzati di uscita dalla condizione di violenza, qualsiasi essa sia”.

“I dati regionali e nazionali registrano un incremento dei casi di aggressione tra le mura domestiche. Le richieste di aiuto”, sottolinea Rita Morittu, vicesindaco di Silanus, “ sono aumentate in modo esponenziale a seguito della convivenza forzata tra conviventi durante il lockdown e in questi mesi caratterizzati dalle restrizioni anti Covid. Per tale ragione la riapertura del Centro è fondamentale”.

Oltre al fondo regionale di 40 mila euro, il C.a.v. potrà contare pure sui 20 mila euro stanziati dall'Unione dei Comuni del Marghine. “Si tratta di un contributo rilevante”, precisa Rossana Ledda, “messo a disposizione dal territorio per la tutela e la sicurezza delle donne del territorio”. Soddisfazione per la riapertura anche sui social network.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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