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Lanusei, i chirurghi non aiuteranno Nuoro: siamo in emergenza

Lanusei, i chirurghi non aiuteranno Nuoro: siamo in emergenza

LANUSEI. Specialisti in trasferta all’ospedale di Nuoro per consentire la riapertura di Chirurgia generale? Al momento si registrano solo defezioni. E le dichiarazioni della commissaria Assl Gesuina...

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LANUSEI. Specialisti in trasferta all’ospedale di Nuoro per consentire la riapertura di Chirurgia generale? Al momento si registrano solo defezioni. E le dichiarazioni della commissaria Assl Gesuina Cherchi, che aveva annunciato la ripresa dell’attività entro 72 ore, potrebbero non avere seguito. Dopo la presa di posizione dei medici di Oristano anche Lanusei dice “no, grazie” a prestare soccorso al San Francesco. Nessuna disponibilità ufficiale è stata manifestata dai medici che operano nel reparto del Nostra signora della Mercede. La Chirurgia ogliastrina, con l’organico ridotto all’osso ed appena tre chirurghi a tempo indeterminato, sta facendo i salti mortali per assicurare la migliore assistenza possibile ai pazienti ogliastrini e a quelli che arrivano dalle altre zone della Sardegna. La collaborazione con l’ospedale del capoluogo barbaricino potrà concretizzarsi attraverso l’attività operatoria su pazienti del Nuorese ma in loco.

Le ultime speranze sono affidate ai chirurghi sassaresi, gli unici, a questo punto, a poter garantire l’auspicato ritorno ad una parvenza di normalità almeno sino al 31 gennaio, data in cui dovrebbero tornare in servizio i due medici. In ogni caso, ciò che verrà garantita è l’urgenza mentre per il riavvio dell’attività programmata si dovranno attendere tempi migliori. Questa situazione si scontra con l’ottimismo di Gesuina Cherchi che pochi giorni fa, dopo un tavolo tecnico al quale aveva partecipato il primario Carlo De Nisco ma non il direttore sanitario del San Francesco, Grazia Cattina, si era detta ottimista. «L’apporto dei chirurghi – aveva rassicurato la commissaria – consentirà di coprire i turni e riprendere l’attività sospesa perché in corsia sono rimasti solo quattro medici. Nel frattempo, saranno attivati i percorsi "per trovare una soluzione di più ampio respiro e ridare stabilità duratura alla Chirurgia del San Francesco». (g.f.)



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