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Bolotana, minacce di morte a un carabiniere

Bolotana, minacce di morte a un carabiniere

Nella notte sono comparse in piazza De Andrè scritte contro il comandante della stazione dell’Arma

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BOLOTANA. “Laezza sbirro morto”: questa la scritta minacciosa vergata con vernice rossa appara ieri mattina contro il luogotenente Antonio Laezza, comandante, da oltre undici anni della stazione dei carabinieri del paese. La minaccia, contenuta tra due croci vergate con la stessa vernice, è stata scritta su un muro che delimita piazza De Andrè, a fianco della biblioteca comunale, al centro del paese. Sul posto sono intervenuti i militari della compagnia di Ottana al comando del capitano, Gian Luigi Carriero, che hanno avviato le indagini per risalire agli autori della scritta sul muro sul quale l’amministrazione comunale ha deciso, con una delibera del consiglio comunale approvata nelle scorse settimane, di realizzare, un murale dedicato all’artista genovese. Nel primo pomeriggio di ieri la scritta è stata cancellata.

Il luogotenente Antonio Laezza, 52 anni, originario di Napoli, ma residente a Illorai, sposato, comanda la stazione dei carabinieri di Bolotana dal maggio del 2009. In precedenza aveva prestato servizio per oltre diciassette anni presso il nucleo operativo della compagnia dei carabinieri di Ottana. Vanta anche una lunga esperienza nel settore investigativo. Nel corso degli anni trascorsi a Bolotana ha avuto modo di farsi apprezzare per il senso di umanità, il continuo contatto con la gente e per i modi discreti e gentili di rapportarsi con gli altri. Si è distinto soprattutto in alcune operazioni investigative di lotta contro la droga e contro i coltivatori di canapa indiana nel territorio. Difficile risalire al movente delle scritte: è probabile che siano da inquadrare nell’escalation di minacce e intimidazioni vergate sui muri del paese che negli ultimi mesi hanno colpito la sindaca, Annalisa Motzo, che è stata invitata alle dimissioni, e il veterinario della Assl, Andrea Lai, al quale, con una scritta su un muro di fronte all’ambulatorio pubblico di via Roma, era stato intimato di andare via. (f.s.)



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