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Nuoro

Olzai, il Comune contro Poste italiane

di Michela Columbu
Olzai, il Comune contro Poste italiane

Minacciate azioni legali: «Rischio assembramenti con le aperture ridotte a metà»

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OLZAI. Come a Oniferi, a Meana Sardo e in altri diversi centri della provincia, anche a Olzai continua la protesta nei confronti di Poste Italiane, per la decisione di aprire lo sportello per tre giorni alla settimana. Infatti, si affida a una lettera indirizzata ai vertici delle Poste, e a tutte le autorità preposte a livello regionale e nazionale, la sindaca Maria Maddalena Agus, per chiedere la fine dei disservizi di Poste Italiane nei confronti dei cittadini olzaesi, a tutela dei quali il Comune valuta anche la possibilità di un'azione legale o la presentazione di un esposto per interruzione di servizio pubblico essenziale, visto il perdurare di una situazione ormai insostenibile.

Già nell'autunno scorso la comunità, guidata dalla ex prima cittadina Satta, aveva organizzato un sit in di protesta per chiedere il miglioramento del servizio postale che dal 12 marzo, a causa della pandemia ha visto ridotti gli orari di servizio a soli tre giorni la settimana «aumentando così i rischi di esposizione al virus e di contagi – spiega nella lettera la prima cittadina Agus – oltretutto, all’apertura ridotta a giorni alterni si aggiungono i giorni di chiusura festivi infrasettimanali, quelli necessari per gli interventi di assistenza tecnica e, senza un minimo di preavviso, per la sanificazione di ambienti, come avvenuto lunedì 21 dicembre 2020. Così, spesso e volentieri, l’apertura dell’ufficio postale di Olzai si riduce ad un giorno a settimana, in un paese dove non esistono altri sportelli di servizi bancari o di credito. La preoccupazione più grande è legata soprattutto agli anziani, parte di utenza più fragile e che rappresentano un’ampia fascia della nostra comunità e, sicuramente, della vostra clientela. In un momento così delicato, in cui tutti gli sforzi sono mirati ad evitare il contagio dal Coronavirus e le famiglie e le imprese sono state chiamate a fare grandi sacrifici, sembra a dir poco incomprensibile la decisione di Poste Italiane di mantenere ancora un orario ridotto per l’ufficio di Olzai, con conseguenti assembramenti nelle giornate di lunedi, mercoledì e venerdi».

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