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Nuoro

«Artigiani e commercio, pochi aiuti»

di Nino Muggianu
«Artigiani e commercio, pochi aiuti»

Salis e Maricosu (Oliena in comune) chiedono che si stanzino più fondi per i ristori

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OLIENA. Ristori insufficienti per artigiani e commercianti: è il momento di pensare a un piano di risarcimento serio, per tutte le attività chiuse, ma anche a una programmazione strategica per tutti gli altri che magari non hanno dovuto chiudere, ma che hanno avuto pesanti ripercussioni dalla crisi generale. «I soldi nel bilancio ci sono. Usiamoli». Il suggerimento arriva dai consiglieri del gruppo Oliena in comune Gianfranca Salis e Manuela Maricosu che spiegano: «Rispetto ad 84 attività chiuse con l’ordinanza sindacale del 14 novembre scorso, sono state solo 66 le richieste da parte degli artigiani e commercianti olianesi per l’assegnazione dei ristori. Tra queste, solo 58 domande sono state ritenute ammissibili dal Comune, mentre 7 non sono state ammesse e 1 domanda non è presa in considerazione in quanto pervenuta fuori dei termini. Dei famosi 100mila euro stanziati dalla Giunta, che secondo noi non erano sufficienti per supportare il tessuto imprenditoriale olianese messo in ginocchio dall’epidemia, saranno impegnati solo 33.700 euro. È questo il tragico bilancio di un bando che avevamo chiesto di riformulare integralmente perché non adatto ad una eccezionale situazione di emergenza – sottolineano Salis e Maricosu –. Richieste di Durc, adempimenti dei pagamenti Inps, pagamento dei tributi comunali fino al 2020 e pochissimi giorni a disposizione per la presentazione delle domande. Queste alcune delle criticità del bando che avevamo evidenziato a dicembre. I probabili beneficiari venivano trattati come dei fornitori di servizi per il Comune, e non come soggetti deboli da risarcire per la chiusura imposta dalle scelte di politiche sanitaria dello stesso Comune che ora gli esamina i conti. Sappiamo che molti esercenti non hanno neppure presentato domanda perché a causa della crisi non hanno potuto onorare tutti i pagamenti, e hanno necessità di lavorare per mettersi in regola e recuperare. Il 2020 è stato un anno terrificante per le attività private, sia per le chiusure continue, sia per il crollo della domanda in alcuni settori produttivi, sia per l’impossibilità di realizzare iniziative importanti per l’economia olianese atte a generare indotto. Allora – concludono le due consigliere di opposizione – è il momento di pensare a un piano di risarcimento serio, per tutte le attività chiuse, ma anche a una programmazione strategica per tutti gli altri che magari non hanno dovuto chiudere, ma che hanno avuto pesanti ripercussioni dalla crisi generale. I soldi nel bilancio ci sono. Usiamoli, ma per progetti seri e investimenti mirati. E serve anche celerità nell’azione, prima che la crisi assuma contorni ancora più gravi e diventi irreversibile».

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