Santa Caterina, restauro quasi finito
di Nino Muggianu
Dorgali, la torre campanaria della chiesa sottoposta a lavori di consolidamento
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DORGALI. Sono in dirittura d’arrivo i lavori di restauro e consolidamento strutturale della torre campanaria della chiesa parrocchiale di santa Caterina d’Alessandria. Opera che l’amministrazione comunale aveva programmato e iniziato da tempo ma, causa Coronavirus era stata bloccata, così come i lavori in atto nel palazzo civico di corso Umberto. Una serie di interventi che riporteranno la il campanile alla sua iniziale bellezza e efficienza.
Adesso, si stanno concludendo i lavori sul campanile della chiesa. L’intervento viene realizzato dal Comune di Dorgali avendo ottenuto un finanziamento regionale al quale l’ente, come prassi, ha aggiunto il 20 per cento che sarà a carico del bilancio.
«I fondi – spiegano gli amministratori comunali – sono arrivati a seguito della partecipazione al bando per la messa in sicurezza o ripristino delle condizioni di agibilità riservato agli edifici di culto già esistenti, disposto con una delibera della giunta regionale».
Il lavori di restauro hanno riguardato diversi aspetti, a partire dal consolidamento statico e messa in sicurezza del paramento murario e degli archi, il ripristino delle finiture murarie e del sistema di copertura, l’intonaco deumidificante nel basamento murario, la manutenzione della porta lignea e delle opere in ferro, l’accesso al vano-orologio, il consolidamento e messa in sicurezza della scala; il sistema antivolatile combinato (da realizzarsi a breve durante questo intervento), il restauro dei quadranti e installazione del nuovo orologio elettronico.
Il meccanismo è stato acquistato dalla parrocchia, l’impianto elettrico e di illuminazione, l’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche (parafulmine). E non solo, perché, come continuano gli amministratori comunali «con una perizia di variante approvata con determinazione del responsabile dell’area tecnica si sono approvati e messi in opera ulteriori lavori».
«Varianti quantitative che hanno interessato il consolidamento con iniezioni e scuci-cuci, varianti tipologiche e quantitative dei consolidamenti con sistema detti Frcm. Si tratta di sistemi costituiti da reti in fibra di vario tipo o da fasce con trefoli in acciaio a elevata resistenza, inglobati all’interno di malte a base di calce o cementizie, varianti al sistema di impermeabilizzazione di copertura e cornicioni, trattamenti preventivi alla realizzazione di intonaci deumidificanti, rinforzo dei sistemi di ancoraggio della croce e dei 4 quadranti, modifiche del sistema antivolatile, modifiche all’impianto Lps ossia il posizionamento della seconda calata e il collegamento a terra».
Adesso, si stanno concludendo i lavori sul campanile della chiesa. L’intervento viene realizzato dal Comune di Dorgali avendo ottenuto un finanziamento regionale al quale l’ente, come prassi, ha aggiunto il 20 per cento che sarà a carico del bilancio.
«I fondi – spiegano gli amministratori comunali – sono arrivati a seguito della partecipazione al bando per la messa in sicurezza o ripristino delle condizioni di agibilità riservato agli edifici di culto già esistenti, disposto con una delibera della giunta regionale».
Il lavori di restauro hanno riguardato diversi aspetti, a partire dal consolidamento statico e messa in sicurezza del paramento murario e degli archi, il ripristino delle finiture murarie e del sistema di copertura, l’intonaco deumidificante nel basamento murario, la manutenzione della porta lignea e delle opere in ferro, l’accesso al vano-orologio, il consolidamento e messa in sicurezza della scala; il sistema antivolatile combinato (da realizzarsi a breve durante questo intervento), il restauro dei quadranti e installazione del nuovo orologio elettronico.
Il meccanismo è stato acquistato dalla parrocchia, l’impianto elettrico e di illuminazione, l’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche (parafulmine). E non solo, perché, come continuano gli amministratori comunali «con una perizia di variante approvata con determinazione del responsabile dell’area tecnica si sono approvati e messi in opera ulteriori lavori».
«Varianti quantitative che hanno interessato il consolidamento con iniezioni e scuci-cuci, varianti tipologiche e quantitative dei consolidamenti con sistema detti Frcm. Si tratta di sistemi costituiti da reti in fibra di vario tipo o da fasce con trefoli in acciaio a elevata resistenza, inglobati all’interno di malte a base di calce o cementizie, varianti al sistema di impermeabilizzazione di copertura e cornicioni, trattamenti preventivi alla realizzazione di intonaci deumidificanti, rinforzo dei sistemi di ancoraggio della croce e dei 4 quadranti, modifiche del sistema antivolatile, modifiche all’impianto Lps ossia il posizionamento della seconda calata e il collegamento a terra».
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