Violenza sessuale
La difesa: «Reato da derubricare in piazza si consumò una zuffa»
NUORO. Ieri al quarto piano del palazzo di giustizia si è tenuta davanti al gup Cozzella l’arringa dell’avvocato Gianluca Sannio, difensore di Pasquale Mula, l’allevatore di Orune a processo per...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Ieri al quarto piano del palazzo di giustizia si è tenuta davanti al gup Cozzella l’arringa dell’avvocato Gianluca Sannio, difensore di Pasquale Mula, l’allevatore di Orune a processo per violenza sessuale perché accusato di aver abusato di una donna di Nuoro (parte civile con l’avvocato Giovanna Serra), nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2019, quando in città si svolgeva la Notte Bianca. «Le accuse contro l’imputato si sono basate essenzialmente solo sulle dichiarazioni della donna. L’invito è di avere un atteggiamento critico, uno spirito laico dell’approccio alla prova – ha detto il difensore – recependo in maniera critica le dichiarazioni fatte, che sono affette da contraddizioni, incoerenze e illogicità». La difesa di Mula non ha avuto dubbi nell’affermare che il racconto fatto dalla presunta vittima sia stato contraddittorio e poi smentito. «Quella sera non si è consumato alcun atto sessuale, bensì una baruffa tra ubriachi all’esterno dell’auto. Mula – ha detto l’avvocato Sannio – è entrato o no nella vettura della donna? Io dico che non ci sono elementi che stabiliscono che l’uomo sia salito in quell’auto. L’unica traccia dell’imputato sono delle impronte sul vetro posteriore esterno. Se fosse entrato nell’abitacolo avrebbe dovuto lasciarne sulla maniglia. Inoltre, come avrebbe potuto fare un uomo di oltre 100 chili a entrare nell’auto, poggiarsi sulla donna e azionare il dispositivo per abbassare il sedile in cui dormiva, senza che lei si accorgesse di nulla? La verità – ha aggiunto il legale – è che l’evento va ricostruito con argomentazioni logiche. È vero che Mula si è avvicinato all’auto e ha poggiato la mano sul vetro posteriore, ma per lui quella macchina era chiusa. Questa difesa, inoltre, non dice che l’imputato non fosse lì e non avesse avuto un’interazione con la donna, lo provano le lesioni che lei aveva sul corpo, ma non c’è stata violenza. Il racconto della presunta vittima, viene smentito punto per punto dai testimoni. In quella piazza abbiamo assistito alla proiezione di due film: uno secondo il racconto della ragazza che sostiene di essere uscita dall’auto seminuda, e di aver urlato che la stavano violentando; l’altro in base alla deposizione dei testi che dicono di essere arrivati in piazza Su Connottu, ma di non aver visto le portiere dell’auto aperte, di non aver notato la donna in quello stato, di non aver udito la radio a tutto volume, e neppur di aver visto Mula scappare. Per questo – ha concluso Sannio – chiedo che il reato venga derubricato in lesioni». Il pm Bocciarelli aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi con il rito abbreviato. (k.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google