«Avere la nefrologia per noi significa sicurezza e serenità»
di Luca Urgu
Il ringraziamento dei pazienti dopo la riapertura del reparto «Finalmente una buona notizia, per noi è vero un miracolo»
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NUORO. Una lettera che trasuda di gratitudine e riconoscenza. Dopo le sofferenze arrivano nuove speranze per aver ottenuto nuovamente un servizio che non è un lusso ma una semplice necessità. I pazienti nefropatici della provincia di Nuoro hanno scritto alla commissaria Gesuina Cherchi per esprimere la loro soddisfazione per la riapertura del reparto chiuso da metà ottobre. «Egregia dottoressa Cherchi, la schiera numerosa di nefropatici della provincia di Nuoro, è qui per ringraziarla pubblicamente per la riapertura del reparto di Nefrologia dell’ospedale San Francesco. Per noi visti i tempi, le difficoltà, le negligenze diffuse nella sanità a livello nazionale, le notizie sempre più deprimenti che tormentano il nostro animo già in difficoltà, accogliamo la notizia della riapertura del “nostro” reparto come un miracolo», si legge nella missiva.
«Le scriviamo spinti da un sincero sentimento di gratitudine per aver ascoltato il nostro grido di dolore e al contempo stupiti per la sua tempestività nell’essere riuscita a far riaprire presidio in tempi brevissimi, visto che lei ha preso questo gravoso incarico solamente una settimana fa. Certamente lei è cosciente che riaprendo ha rimesso in moto tanti servizi che il reparto offre: day hospital, la pre dialisi, la dialisi peritoneale e i vari ambulatori che per ognuno di noi sono un’ancora di salvezza», rimarcano i pazienti nella lettera a cuore aperto. «Le assicuriamo che ritrovare tutto il personale medico e infermieristico che lavora con passione e grande professionalità è per noi di grande conforto. Avere un reparto aperto, per noi significa la sicurezza che in caso di emergenza in qualsiasi ora del giorno e della notte, noi troviamo il medico che ci accoglie e le confessiamo purtroppo che queste emergenze non sono rare». Poi l’augurio alla commissaria che questo suo atto sia il primo di una lunga serie per evitare lo smantellamento dei presidi sanitari del nuorese e costringere così la vasta utenza ad ulteriori e ancora più faticosi sacrifici per avere un’assistenza garantita.
«Le auguriamo di proseguire con la stessa tempestività e carica umana a risolvere – uno a uno – tutti gli altri problemi che affliggono il prezioso presidio del San Francesco, punto di riferimento basilare per tutta la provincia», si chiude la lettera firmata dai pazienti nefropatici della provincia di Nuoro. Un servizio di prim’ordine che fino a poco prima della pandemia era il terzo reparto presente in Sardegna e l’unico, per l’Ats. L’unico della sanità pubblica nell’isola, insomma, perché gli altri due sono al Brotzu di Cagliari e all’azienda universitaria di Sassari. Nefrologia ha sei posti letto e può funzionare 24 ore su 24.
Il reparto del San Francesco ogni anno eseguiva circa 1000 trattamenti depurativi, continui e intermittenti, faceva diagnosi attraverso le biopsie renali, e seguiva tanti pazienti, anche da altre province, nelle loro terapie. Ha 90 pazienti in emodialisi cronica, 25 in dialisi peritoneale e 70 circa in pre-dialisi. Ora tutto questo percorso può riprendere a procedere secondo i canoni della normalità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Le scriviamo spinti da un sincero sentimento di gratitudine per aver ascoltato il nostro grido di dolore e al contempo stupiti per la sua tempestività nell’essere riuscita a far riaprire presidio in tempi brevissimi, visto che lei ha preso questo gravoso incarico solamente una settimana fa. Certamente lei è cosciente che riaprendo ha rimesso in moto tanti servizi che il reparto offre: day hospital, la pre dialisi, la dialisi peritoneale e i vari ambulatori che per ognuno di noi sono un’ancora di salvezza», rimarcano i pazienti nella lettera a cuore aperto. «Le assicuriamo che ritrovare tutto il personale medico e infermieristico che lavora con passione e grande professionalità è per noi di grande conforto. Avere un reparto aperto, per noi significa la sicurezza che in caso di emergenza in qualsiasi ora del giorno e della notte, noi troviamo il medico che ci accoglie e le confessiamo purtroppo che queste emergenze non sono rare». Poi l’augurio alla commissaria che questo suo atto sia il primo di una lunga serie per evitare lo smantellamento dei presidi sanitari del nuorese e costringere così la vasta utenza ad ulteriori e ancora più faticosi sacrifici per avere un’assistenza garantita.
«Le auguriamo di proseguire con la stessa tempestività e carica umana a risolvere – uno a uno – tutti gli altri problemi che affliggono il prezioso presidio del San Francesco, punto di riferimento basilare per tutta la provincia», si chiude la lettera firmata dai pazienti nefropatici della provincia di Nuoro. Un servizio di prim’ordine che fino a poco prima della pandemia era il terzo reparto presente in Sardegna e l’unico, per l’Ats. L’unico della sanità pubblica nell’isola, insomma, perché gli altri due sono al Brotzu di Cagliari e all’azienda universitaria di Sassari. Nefrologia ha sei posti letto e può funzionare 24 ore su 24.
Il reparto del San Francesco ogni anno eseguiva circa 1000 trattamenti depurativi, continui e intermittenti, faceva diagnosi attraverso le biopsie renali, e seguiva tanti pazienti, anche da altre province, nelle loro terapie. Ha 90 pazienti in emodialisi cronica, 25 in dialisi peritoneale e 70 circa in pre-dialisi. Ora tutto questo percorso può riprendere a procedere secondo i canoni della normalità.
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