Da Orune ad Armungia con la poesia
Le ottave in sardo di Mario Cherchi esposte nella casa museo di Emilio Lussu
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ORUNE. «Armungia impenetrabile terrinu / paese collocadu naturale /coment’a canno sa mama dae sinu / si itzu si difennet uguale / cann’at fatu Sardigna capitale / su coro de Armungia leoninu / che forte raichina sa pianta / s’annu milleottichentonobanta». È con questa ottava che il poeta di Orune Mario Cherchi apre la sua lirica omaggio a Emilio Lussu. Trentadue strofe in endecasillabi che ripercorrono la vita e l’opera del grande intellettuale sardo. Una lunga poesia celebrativa ora esposta nella Casa museo Emilio Lussu, ad Armungia, paese natale del cavaliere dei Rossomori. Il poeta di Orune continua così il suo viaggio in versi tra gli illustri della Sardegna e non soltanto, visto che una sua opera, in sardo con traduzione in spagnolo, è esposta anche al museo Gabriel Garcia Marquez, ad Aracataca, in Colombia (dopo il passaggio a Perdasdefogu in occasione dell’intitolazione di una piazza a “Cent’anni di solitudine” del Premio Nobel). Ci sono poi i Musei Gramsci, sia a Ghilarza sia ad Ales, a vantare l’esposizione di una poesia di Mario Cherchi. Il Museo Grazia Deledda, l’Istituto d’arte Francesco Ciusa e l’Università di Nuoro. Poi c’è Salvarore Cambosu e la sua Casa museo di Orotelli E ancora: le ottave su Sant’Ignazio sono adesso in bella mostra nella sua casa diventata centro studi francescano a Laconi. Senza dimenticare Maria Lai la tessitrice, anche lei celebrata dal poeta orunese. Che non dimentica, tutt’altro, i suoi compaesani illustri, vanto indiscusso del paese del vento e dello stesso Cherchi che sta portando ovunque coma una bandiera il forte legame con Orune: da qui gli omaggi ad Antonio Pigliaru, Bachisio Zizi e Margherita Sanna, celebrati in altrettante poesie, di particolare intensità e ardore filiale. Proprio come è il componimento dedicato a Emilio Lussu, scritto per intero in sardo orunessu, come sempre, che ora campeggia in una delle sale della Casa museo di Armungia. A futura memoria e a uso e consumo del presente storico. (l.p.)
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