«Il monumento a Satta va recuperato»
di Alessandro Mele
Impegno dell’assessore Crisponi: la statua originale deve tornare a Sant’Onofrio
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NUORO. Proprio mentre è in atto il dibattito sulla destinazione della sua casa natale, ieri ricorreva il 154° compleanno di Sebastiano Satta. Mentre il mondo politico e gli intellettuali della sua Nuoro si interrogano se sia meglio un museo dedicato al Vate o la sede dell’ufficio turistico, la città fa la conta, sulle dita di una mano è il caso di dirlo, di quanta e quale memoria dell’avvocato poeta sia effettivamente rimasta in città. Molto però resta ancora da fare sui luoghi più rappresentativi legati a questa figura a partire dal monumento dimenticato sulla cima del colle di Sant’Onofrio. L’opera dedicata al vate, realizzata dallo scultore nuorese Francesco Ciusa e inaugurata nel 1934, è da sempre stata protagonista di una storia controversa fatta di smembramenti e atti vandalici che la hanno portata alla sua attuale scheletrica versione. Oggi, infatti, aldilà della stele, mancano ancora tutti i complementi che la adornavano nella sua forma originaria, tra i quali, proprio il busto del poeta. Tanti sono stati, negli anni, i progetti proposti per il recupero della scultura mai però completati e mentre il parco di Sant’Onofrio è da poco tornato fruibile dai nuoresi, il monumento che dovrebbe essere il suo fiore all’occhiello e meta di turisti resta monco e deturpato da scritte realizzate con la vernice spray. Sulla questione interviene l’assessore comunale a Cultura e turismo Luigi Crisponi: «Un monumento importante che è doveroso recuperare – afferma l’assessore della giunta Soddu –, ma senza pensare a sostituire l’originale con una copia come accade in varie parti d’Italia. È giusto, infatti, restituire integrità all’opera mantenendo la sua originalità. Il suo effettivo ripristino deve essere una sfida all’orgoglio nuorese. La città deve essere custode della sua memoria e della sua identità: il monumento è di ogni singolo cittadino. Questo è un progetto avvincente da portare avanti proprio in questo 150° anniversario della nascita di Grazia Deledda. Naturalmente – conclude Crisponi – l’impegno da mettere in campo deve essere anche sotto il profilo sociale affinché non si ripetano atti di vandalismo. Se il bene comune è monco o deturpato questo incide sull’immagine della città».
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