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Tutti i mali del San Francesco dalla Geriatria all’Oncologia

NUORO. Reparti chiusi e riaperti, richiusi e riaperti ancora, come in un valzer improvvisato in una pista da ballo alquanto scivolosa. Per non parlare dei reparti “ridimensionati” e “depauperati”,...

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NUORO. Reparti chiusi e riaperti, richiusi e riaperti ancora, come in un valzer improvvisato in una pista da ballo alquanto scivolosa. Per non parlare dei reparti “ridimensionati” e “depauperati”, quali la Geriatria, la Medicina, l’Oncologia, «quest’ultima trasferita al terzo piano, con riduzione del 40% delle postazioni per l’infusione di farmaci antitumorali» si legge nella relazione consegnata al prefetto Luca Rotondi. Cinque cartelle fitte e dettagliate nei minimi particolari, un documento «elaborato dal gruppo “Progetto per Nuoro” con il contributo determinante degli operatori sanitari che lavorano all’interno dell’ospedale San Francesco e nel territorio e le testimonianze dei cittadini». Dai casi più clamorosi a quelli passati (e dimenticati!) sotto silenzio, le segnalazioni sono davvero tante. «Riduzione delle attività (ricoveri e prestazioni ambulatoriali) in tutti i reparti ma segnatamente nei reparti di Medicina e Geriatria con trasferimento di pazienti anziani e fragili in strutture periferiche, lontane dai loro familiari». «Riduzione e/o sospensione della specialistica ambulatoriale in tutti i distretti». «L’angiografia interventistica, servizio indispensabile per il trattamento delle patologie tempo-dipendenti quali l’ictus, ma indispensabile anche per altre patologie non differibili, non funziona nelle ore notturne e nel fine settimana, per carenza di personale, a fronte dell’inspiegabile acquisto di un nuovo angiografo nel mese di agosto». «Sospensione del servizio di parto-analgesia». «Sospensione della reperibilità notturna della endoscopia digestiva dove vengono effettuati in urgenza interventi salvavita (emorragie gastriche)». «Riduzione dei servizi di diagnostica di base radiologica e di laboratorio». «Annullamento e/o rinvio a data da destinarsi delle visite dei pazienti affetti da patologie croniche, regolarmente seguiti presso gli ambulatori specialistici ospedalieri». «Annullamento e/o rinvio a data da destinarsi delle attività di screening». Per non parlare poi della «fuga di specialisti di alto livello e competenza verso altre sedi più appetibili sul piano organizzativo e meno “stressanti” sul piano professionale». E tanto, tanto altro ancora: «Operatori del 118, volontari e dipendenti, sottoposti a turni di lavoro massacranti e poco rispettosi dei diritti dei lavoratori». «Concorsi, selezioni e assunzioni bloccati a fronte di una grave carenza di personale: nel solo ospedale San Francesco mancano 130 medici e 25 primari su 29 ed oltre 200 tra infermieri, oss e altro personale ausiliario». «Grave carenza e ritardi nella presa in carico dei pazienti positivi al Covid, isolati a domicilio». (l.p.)



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