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Scorie nucleari, è rivolta in tutta l’isola

Scorie nucleari, è rivolta in tutta l’isola

Contrarietà confermata anche dal consiglio comunale baroniese

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POSADA. Un no deciso e unanime contro il possibile trasporto in Sardegna del materiale radioattivo. Sindaci e consigli comunali si stanno schierando in massa contro la possibilità di realizzare il deposito unico nazionale dei rifiuti nucleari nell’isola. Scelta confermata anche a Posada, da quasi vent’anni comune denuclearizzato per delibera comunale. Già nel 2003 gli abitanti, con l’affissione di imponenti striscioni sulla torre di San Giovanni e il castello della Fava, avevano espresso la contrarietà alle scorie. Anche nel referendum del 2011, il paese si era espresso a maggioranza contro l’arrivo di materiale radioattivo con la costituzione di un apposito comitato antinucleare che aveva creato un movimento di opinione in vista del referendum. La contrarietà è stata confermata la settimana scorsa in consiglio comunale dove, all’unanimità, è arrivato un altro deciso “No” alle scorie radioattive in Sardegna. L’assemblea con maggioranza e minoranza compatte, ha dichiarato denuclearizzato il proprio territorio imponendovi l’assoluto divieto allo stoccaggio e al transito di scorie nucleari. I consiglieri hanno anche affermato la totale contrarietà all’individuazione di qualsiasi territorio all'interno della Sardegna come sede di “Deposito nazionale per i rifiuti radioattivi e Parco tecnologico” dando mandato al sindaco Salvatore Ruiu per chiedere al presidente della giunta e al consiglio regionale una forte presa di posizione contro qualsiasi tentativo di stoccaggio di scorie. (s.s.)

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