bancarotta
Evasione fiscale, consulenti a confronto
NUORO. Consulenti a confronto ieri mattina al processo a carico di Mario Mele, l’ex “Re della movida” accusato insieme ad altre sette persone, di associazione a delinquere finalizzata al compimento...
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NUORO. Consulenti a confronto ieri mattina al processo a carico di Mario Mele, l’ex “Re della movida” accusato insieme ad altre sette persone, di associazione a delinquere finalizzata al compimento di reati fallimentari, societari e tributari, di bancarotta e reati fiscali. Presenti solo alcuni degli imputati, difesi dagli avvocati Giuseppe Mocci, Roberta Pala, Rinaldo Lai, Pietro Pittalis, Jacopo Merlini e Giavanni Azzena. Il pubblico ministero Andrea Ghironi ha chiesto che venisse sentito in aula il curatore fallimentare delle società del gruppo, Agostino Galizia, poi messo a confronto con il consulente della difesa. Il curatore si è concentrato su alcuni aspetti della relazione depositata in merito al fallimento di alcune società da parte del consulente Danilo Totaro. «Ho fatto riferimento ai fallimenti di cui mi ero occupato io – ha detto Galizia – in particolare di due capi d’imputazione che riguardavano una sottrazione di 190mila euro, relativa a beni materiali che erano stati rinvenuti all’apertura del fallimento, e a un elenco di documenti prodotti. Ma – ha aggiunto il curatore – una cosa sono i documenti contabili, altro è l’elenco e l’individuazione di dove quei beni fossero, che non mi è mai stato fornito. Quindi – ha continuato Galizia – ho preso in esame i 172mila euro di fondo cassa che, in base a quanto ricostruito dal collega Totaro, era stato utilizzato per pagare i fornitori, per cui – ha aggiunto – le utenze contabili risultavano immateriali, non potevano, cioè, esserci fisicamente. Il collega ha fatto poi un elenco di corrispondenza tra gli importi insinuati nel passivo come voci capitale, e il credito della contabilità generale, e da questo è stato possibile evincere che la contabilità era inattendibile, i pagamenti indicati non si sarebbero mai effettuati».
Quindi la parola è passata al consulente delle difesa, Danilo Totaro che ha voluto evidenziare, come già fatto nella relazione, che i beni immobili potevano essere recuperati tramite i documenti di trasporto che l’amministratore della società, se contattato, avrebbe potuto fornire». (k.s.)
Quindi la parola è passata al consulente delle difesa, Danilo Totaro che ha voluto evidenziare, come già fatto nella relazione, che i beni immobili potevano essere recuperati tramite i documenti di trasporto che l’amministratore della società, se contattato, avrebbe potuto fornire». (k.s.)
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