Lavori al ponte di Oloè: «Scivolamento stradale dovuto all’erosione»
NUORO. «È stata l’azione erosiva che l’evento alluvionale ha avuto sul ponte a creare lo scivolamento e l’abbassamento della spalla». Non ha avuto dubbi l’ingegnere Roberto Malcotti, consulente della...
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «È stata l’azione erosiva che l’evento alluvionale ha avuto sul ponte a creare lo scivolamento e l’abbassamento della spalla». Non ha avuto dubbi l’ingegnere Roberto Malcotti, consulente della difesa, a ritenere che non furono i lavori fatti dall’Anas dopo il 2013 a indebolire il ponte di Oloè e a creare la conseguente situazione di pericolo a causa del dissesto e dell’abbassamento del piano stradale, secondo quanto indicato nel capo d’imputazione. Ieri mattina è proseguito il processo a carico di Gianfranco Castiglioni (direttore tecnico dell’impresa Sacramat), difeso dagli avvocati Luca Accardo e Maurizio Serra, Antonio Giacobbe (direttore dei lavori per conto dell’Anas), difeso dall’avvocato Valerio Fundarò e Roberto Sacramati (titolare dell’impresa che per conto dell’Anas aveva compiuto lavori di restauro del ponte dopo il tragico crollo del 2013, dove morì il poliziotto Luca Tanzi) difeso dall’avvocato Massimo Zuppa. Sono tutti accusati di aver commesso una frode in pubbliche forniture, per aver fornito cose diverse in modo significativo per quantità, qualità e provenienza rispetto a quanto pattuito nell’ambito dell’appalto relativo ai lavori di restauro del viadotto di Oloè. Di parere opposto il consulente della difesa che ieri è giunto a ben altre conclusioni. «La mia attività peritale si è concentrata sull’ analisi dell’abbassamento di 10 cm della spalla sinistra del viadotto. Fenomeno – ha sottolineato – che non è da ricondurre alla condotta degli imputati. Gli interventi dell’Anas, infatti, non hanno riguardato elementi strutturali. Durante l’evento del 2013 il ponte non è stato sovrastato – ha aggiunto il teste –. C’è stata una violenta azione erosiva che ha consumato il piede dei rilevati, con i gabbioni che non erano pensati per resistere a quelle velocità. Un’erosione naturale che ha portato a uno scivolamento nella spalla destra, e in modo più incisivo in quella sinistra. L’abbassamento di 10 centimetri – ha concluso – era antecedente ai lavori svolti dall’Anas e riconducibili alla disgregazione delle strutture sottostanti».
Dello stesso avviso il secondo consulente che ha dichiarato: «Il lavoro è stato seguito giorno per giorno e controllato in maniera puntuale. Il materiale usato è risultato coerente con quanto previsto dal progetto. (k.s.)
Dello stesso avviso il secondo consulente che ha dichiarato: «Il lavoro è stato seguito giorno per giorno e controllato in maniera puntuale. Il materiale usato è risultato coerente con quanto previsto dal progetto. (k.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
