Tari, la minoranza attacca la sindaca

Bolotana, al centro della polemica il contenuto del piano sulla raccolta rifiuti

BOLOTANA. Strascichi polemici all’indomani della seduta del consiglio comunale di Bolotana che si è tenuta giovedì scorso, 18 febbraio, con inizio alle 16. A sollevarli è la capo gruppo della minoranza consiliare, Antonella Pisanu, che in una nota, contesta il giorno e l’orario della riunione e, soprattutto, i metodi della sindaca, Annalisa Motzo, nei confronti dell’opposizione. «Dopo una lunga assenza dai banchi del consiglio comunale dovuta a esigenze lavorative – si legge nel comunicato – rispondo alla convocazione con sentita motivazione per occuparmi e partecipare, come giusto che sia, alla deliberazione in merito all'approvazione del Pef-Tari, che è poi il documento che riguarda il piano economico e finanziario della gestione rifiuti che spiega quanto quel servizio è costato all'ente e quanto in definitiva graverà sui cittadini. Da capogruppo – prosegue la nota – mi sono ritrovata a rappresentare tutto il gruppo di minoranza, che per una serie di motivazioni, si è visto costretto a limitare la propria presenza. Ho cercato di sensibilizzare la sindaca sull’argomento, ma con dispiacere, mi è stato testualmente risposto che giorni e orari devono rispettare le esigenze della maggioranza numerica dei consiglieri. Ora – sottolinea la capo gruppo della minoranza – è ben noto a tutti che si vive del lavoro, ma simili comportamenti ricordano metodi autoritari piuttosto che democratici. Malignamente verrebbe da pensare che si voglia l’esclusiva partecipazione dell’attuale maggioranza consiliare. Un commissario prefettizio sarebbe stato più coerente e onesto nei confronti della comunità». Antonella Pisanu entra poi nel merito del contenuto del piano sulla Tari.

«Nello svolgersi della discussione – fa sapere – ho chiesto se un documento di tale portata possa essere discusso partendo dall'analisi di formule algebriche che tutto dicono salvo come il servizio di raccolta dei rifiuti sia stato svolto e con quali ricadute. La flemma della sindaca, apparentemente tranquillizzante, ha fatto insinuare il dubbio che quel documento in realtà non sia stato nemmeno compreso da questa fantomatica maggioranza che tutto può e nulla sceglie. L’importante – conclude la capo gruppo della minoranza - è votare e non capire, affidandosi al tecnico senza porsi grandi domande, nella ricerca di consenso popolare in previsione di una chiusura gloriosa della consiliatura». Occhi puntati, insomma, alle elezioni amministrative del prossimo anno.



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