Il Comune di Macomer ufficializza il bilinguismo

Accolta la proposta del consigliere Congiu: il sardo verrà utilizzato in tutti gli adempimenti dell’ente

MACOMER. La lingua come identità di un popolo è il presupposto ideale, l’adozione degli strumenti per il suo utilizzo anche in ambito istituzionale è invece il passaggio che sancisce la volontà di dare un corpo reale ad un patrimonio immateriale classificato come un bene primario. L’amministrazione comunale di Macomer ha deciso di dare seguito all’iniziativa proposta dal suo capogruppo di maggioranza Gianfranco Congiu per la modifica dello Statuto comunale che prevede il riconoscimento del bilinguismo negli atti amministrativi dell’ente ed apre la strada all’utilizzo della lingua sarda in tutti gli adempimenti dell’ente.

Il passaggio è approdato all’attenzione del consiglio comunale, riunitosi questo venerdì, seguendo la spinta propulsiva impressa dalla Corona de Logu, l’assemblea nazionale sarda degli amministratori indipendentisti, che in vista della giornata mondiale delle lingue madri – che si celebrava ieri – ha promosso una serie di iniziative per la promozione e la valorizzazione della lingua sarda. «Con la modifica dello Statuto, il Comune di Macomer assume l’identità linguistica del Popolo Sardo come bene primario, parte integrante del patrimonio culturale immateriale della Sardegna – spiega Gianfranco Congiu, componente della Corona ed esponente della maggioranza consiliare guidata da Antonio Onorato Succu – individuando nella affermazione della Lingua Sarda il presupposto del progresso personale e sociale della comunità di riferimento, prevedendo il formale riconoscimento del bilinguismo negli atti amministrativi e individuando gli strumenti per l’utilizzo e la diffusione capillare della lingua e della cultura nelle sedute del consiglio comunale, nelle relazioni con il pubblico e tra il personale amministrativo nelle relazioni tra colleghi».

Il riconoscimento istituzionale del patrimonio linguistico segna un’inversione di tendenza rispetto ai decenni precedenti, nei quali il variegato e prezioso bagaglio linguistico isolano fu relegato all’ambito intimo e familiare, segnando un progressivo indebolimento del suo utilizzo. La città di Macomer ha deciso dunque di riconoscere l’identità linguistica come parte integrante del patrimonio culturale immateriale della Sardegna e di individuare nell’affermazione della lingua sarda il «presupposto del progresso personale e sociale della comunità di riferimento».

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