Bitti ha il sapore del dolce per rinascere dopo il fango

Pasquale Carzedda, 26 anni, apre una nuova pasticceria in via Brigata Sassari «Sono convinto che dalla mia generazione può arrivare il riscatto del paese»

BITTI. Una dichiarazione d’amore per il paese dove è nato. Un innamoramento che non scema nelle difficoltà, ma anzi cresce di intensità nelle situazioni avverse e complicate. E anziché virare verso altri lidi quando Bitti vive la sua stagione più difficile, lui è pronto a rinnovare la sfida. A rimanere nel suo paese e ad avviare qui tra le mura della casa di Gorofai e il centro, la sua pasticceria. In poche parole la prima impresa che apre dopo la tragica alluvione del 28 novembre scorso. Esserci o partire come fanno in tanti – forse i più – fa davvero la differenza, per un riscatto di una comunità che non può rinunciare alle energie dei giovani. Braccia forti e menti veloci nella partita più difficile: la ripartenza, che include aspetti economici e sociali. Ovunque decidano di dare il loro contributo. Così Pasquale Carzedda, 26 anni, di Bitti, all’adunata ipotetica in piazza Asproni (cuore pulsante del paese restituita al decoro) grida “presente”, pronto a fare la sua parte per il riscatto della comunità. La passione di questo ragazzo, per un biennio iscritto alla facoltà di Lettere e filosofia di Pisa, è stata la pasticceria: creare con le proprie mani un prodotto armonioso. Forgiare forme e abbellire con i colori della sua terra un sogno da gustare. Dare gioia al palato e sprigionare i sensi, in un’arte che si fa economia. Piccolo tassello, ma di grande importanza per un paese che ha bisogno di gesti di coraggio simili. «Da bambino è sempre stato il mio sogno dedicarmi alla pasticceria. Una consapevolezza cresciuta negli anni, anche attraverso percorsi apparentemente diversi, ma utili comunque ad indicarmi la direzione». Tra la versione salata e quella dolce ha sempre scelto la seconda seguendo estro e fantasia, sentimenti corroborati dalla forza della tradizione per un comparto – quello sardo e barbaricino della pasticceria – davvero distintivo nel panorama nazionale ed internazionale.

«Aprirò tra pochi giorni in via Brigata Sassari, a pochi metri dalla fiumana di fango e detriti che ha attraversato l’abitato e spero vada tutto nella direzione giusta. Seguo i ritmi di una passione che mi avvolge da anni e sarebbe davvero bello riuscire in una professione che mi affascina. Ho fatto corsi a Milano e a Parma e in altri centri della penisola e della Sardegna. Ho avuto la fortuna di lavorare con professionisti straordinari, gente eccezionale con cui sono in costante contatto. Sono sempre più convinto che dalla mia generazione può arrivare il riscatto per Bitti, un paese che anche in questa tragedia ha dimostrato di poter risorgere», racconta il giovane. La sua sarà una pasticceria che avrà l’anima della tradizione unita a quella decisamente più moderna e innovativa di un settore in costante evoluzione. «Sì, mi piacerebbe tenere questo equilibrio tra il blasone del passato e un estro che anche con i dolci può seguire percorsi nuovi e attraenti», spiega Carzedda, che racconta con slancio la sua passione per i dolci. «Io qui vivo bene. Quando parliamo di qualità della vita so quello che vuol dire. Ho avuto tante possibilità per andare altrove, ma in questa terra sento di dover stare e di dare il mio contributo», spiega il pasticcere che con lo stesso approccio scrive testi e compone musiche fin da bambino. Canzoni epicuree che si ispirano ai salti di Crastazza e Tepilora, due dei tanti gioielli di Bitti che da domani saranno raccontati su uno spartito ancora più dolce.

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