Fine di “Su carrasecare thiniscolesu”

Con l’uccisione de s’Orcu è calato il sipario sui rituali propiziatori  

SINISCOLA. «Sa bèstia est domata!». È questa la frase che ha sancito, questo sabato, la fine de su “Carrasecare anticu thiniscolesu”. L’uccisione de s’Orcu, successiva alla sua cattura nelle cavità carsiche del Montalbo da parte dei popolani, con il conseguente versamento del suo sangue, per il compimento del rito fertilistico necessario in antichità al rigeneramento della terra nel suo ciclo naturale. La neonata associazione “S’Orcu ’e Montiarvu” (sodalizio che punta al recupero de su connotu con delle uscite nelle sole giornate di Sant’Antoni e di martedì grasso) ha così presentato vicino al vecchio centro storico «una riproduzione fedele dai 3000 anni di età». Dunque «non una sfilata – come affermano gli associati – e neppure un’analogia con l’allegoria dei carnevali moderni, ma un vero e proprio rituale dai contorni crudi, violenti, luttuosi, che ha come elemento centrale la tragicità della morte». Prossimo appuntamento nel 2022: «La funzione dell’eterno ritorno, propiziatoria per la nuova stagione agraria, si ripeterà il 16 gennaio prossimo, quando s’Orcu verrà nuovamente catturato e condotto in paese per poi essere sacrificato il giorno di martedì grasso». (m.p.)

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