Bosa, il sindaco: «Zona bianca, non zona franca»
di Alessandro Farina
Casula lancia un appello al rispetto delle regole anti Covid nonostante l’allentamento delle restrizioni
2 MINUTI DI LETTURA
BOSA. Zona bianca non zona franca, dalle regole per fermare il contagio da Covid-19. Il sindaco di Bosa, all’indomani dell’ordinanza del presidente della Regione che allenta la morsa delle restrizioni in Sardegna e permette una boccata d’ossigeno, anche economica alle attività in sofferenza, lancia un appello che richiama al rispetto delle regole esistenti e alla prudenza, e chiede controlli rafforzati alle forze dell’ordine, vigili urbani in testa, nella valle del Temo.
Con la Sardegna entrata in zona bianca, come prima regione dell’intero Stivale, le principali novità che sono in vigore dal primo marzo riguardano l'apertura dei ristoranti fino alle 23; di bar, pub, caffetterie e assimilabili fino alle 21 e del “coprifuoco” che prende avvio alle 23.30 per terminare alle 5 del giorno successivo, ricorda Casula. La paura anche a Bosa, però, è che l’allentamento possa preludere a forme più disinvolte di comportamento. «Non rispettare le regole da parte di ciascuno può significare un ritorno a nuove restrizioni e chiusure, cosa che potrebbe essere il colpo mortale per molte attività. Non possiamo permettercelo» sottolinea la fascia tricolore di Bosa.
Il primo cittadino di Bosa richiama decreti della presidenza del consiglio e ordinanza regionale in vigore, come ai principi del rispetto, del senso civico e della responsabilità, l’intera comunità. Anche, tanto più in una località che vive di turismo, per non gettare a mare i sacrifici finora fatti, tenendo inoltre presente che diverse attività restano chiuse e potranno forse riaprire se il trend positivo di contagi quantomeno non risalirà nei prossimi giorni. Comunque, aggiunge Casula, «Non è sufficiente confidare solo nel buon senso e per questo non saranno tollerati comportamenti non rispettosi delle regole. Chiederemo una più forte collaborazione e presenza costante nei luoghi a rischio a tutte le forze dell'ordine» annuncia il sindaco di Bosa.
Le notizie in arrivo da altre regioni d’Italia sul contagio, senza contare le varianti al Covid-19 presenti in vari punti dell’isola, non lasciano più ampi margini di manovra. «Eventuali nuove ondate potrebbero determinare maggiori restringimenti a carattere locale attraverso ordinanze sindacali, cosa che possiamo e vogliamo evitare. Dipende solo da noi e dai nostri comportamenti di ogni giorno» conclude il primo cittadino di Bosa, Piero Franco Casula.
Con la Sardegna entrata in zona bianca, come prima regione dell’intero Stivale, le principali novità che sono in vigore dal primo marzo riguardano l'apertura dei ristoranti fino alle 23; di bar, pub, caffetterie e assimilabili fino alle 21 e del “coprifuoco” che prende avvio alle 23.30 per terminare alle 5 del giorno successivo, ricorda Casula. La paura anche a Bosa, però, è che l’allentamento possa preludere a forme più disinvolte di comportamento. «Non rispettare le regole da parte di ciascuno può significare un ritorno a nuove restrizioni e chiusure, cosa che potrebbe essere il colpo mortale per molte attività. Non possiamo permettercelo» sottolinea la fascia tricolore di Bosa.
Il primo cittadino di Bosa richiama decreti della presidenza del consiglio e ordinanza regionale in vigore, come ai principi del rispetto, del senso civico e della responsabilità, l’intera comunità. Anche, tanto più in una località che vive di turismo, per non gettare a mare i sacrifici finora fatti, tenendo inoltre presente che diverse attività restano chiuse e potranno forse riaprire se il trend positivo di contagi quantomeno non risalirà nei prossimi giorni. Comunque, aggiunge Casula, «Non è sufficiente confidare solo nel buon senso e per questo non saranno tollerati comportamenti non rispettosi delle regole. Chiederemo una più forte collaborazione e presenza costante nei luoghi a rischio a tutte le forze dell'ordine» annuncia il sindaco di Bosa.
Le notizie in arrivo da altre regioni d’Italia sul contagio, senza contare le varianti al Covid-19 presenti in vari punti dell’isola, non lasciano più ampi margini di manovra. «Eventuali nuove ondate potrebbero determinare maggiori restringimenti a carattere locale attraverso ordinanze sindacali, cosa che possiamo e vogliamo evitare. Dipende solo da noi e dai nostri comportamenti di ogni giorno» conclude il primo cittadino di Bosa, Piero Franco Casula.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
