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Processo Oloè, i testi: l’Anas non contestò i lavori

Processo Oloè, i testi: l’Anas non contestò i lavori

NUORO. «Avevo preso parte al cantiere per i lavori di rifacimento dei rilevati e terrapieni del ponte di Oloè. Un appalto di breve durata che non aveva visto emergere criticità rispetto al progetto...

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NUORO. «Avevo preso parte al cantiere per i lavori di rifacimento dei rilevati e terrapieni del ponte di Oloè. Un appalto di breve durata che non aveva visto emergere criticità rispetto al progetto originario. C’erano state variazioni progettuali, nella fase iniziale, che erano consistite in una modifica alla struttura con gabbionate riempite con materiale tipo geomix, una miscela granulare che contiene parti di cemento. L’Anas non ha mai contestato i lavori». L’ingegnere Enrico Deliperi è stato sentito come teste della difesa al processo “Oloè bis” che vede imputati Gianfranco Castiglioni, direttore tecnico dell’impresa Sacramati, Antonio Giacobbe, direttore dei lavori per conto dell’Anas e Roberto Sacramati, titolare dell’impresa che aveva compiuto le opere di restauro del ponte dopo il tragico crollo del 2013. Per tutti l’accusa è di aver commesso una frode in pubbliche forniture per aver fornito cose diverse per quantità, qualità e provenienza rispetto a quanto pattuito nell’ambito dell’appalto relativo ai lavori di restauro del viadotto di Oloè. Dopo di lui Ettore Lentini che aveva fornito materiale da cava e blocchi di basalto per la realizzazione della gabbionatura. Quindi Giulio Fontana, geometra, che aveva lavorato nel cantiere di Oloè fino alla conclusione del rilevato. Alla domanda se l’Anas avesse contestato i lavori, il teste ha risposto: «No, mai».

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