Lanusei, avvocati ancora in agitazione

Protestano per lo spostamento del processo Puddu a Cagliari, ma ci sono spiragli

LANUSEI. «Lo stato d’agitazione rimane, nell’attesa degli sviluppi dell’interlocuzione in corso con i vertici della magistratura isolana sulla decisione di trasferire il processo per omicidio a carico della dottoressa Puddu da Lanusei a Cagliari». Gianni Carrus, presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati così sintetizza la partecipata assemblea delle toghe ogliastrine che si è svolta ieri mattina nel palazzo di giustizia di viale Marconi.

La mobilitazione contro la decisione di far celebrare nel capoluogo isolano il dibattimento per omicidio a carico della dottoressa di Tertenia, Alba Veronica Puddu, dunque non si ferma anche se la lettera inviata ai massimi rappresentanti della giustizia potrebbe aver aperto uno spiraglio nel confronto in atto tra avvocatura e giudici.

Non è la prima volta che gli avvocati del foro ogliastrino – ieri erano più di una sessantina – si incontrano per rivendicare la celebrazione dei processi in Ogliastra e condannare quello che considerano uno scippo ai danni del territorio. Ora bisognerà attendere l’eventuale ripensamento sulla decisione, per l’avvocatura del tutto immotivata, di spostare il dibattimento il cui avvio è previsto per il 26 aprile così come ha disposto nell’udienza preliminare il gup del tribunale di Lanusei, Mariano Arca. Il Consiglio dell’ordine guidato da Carrus già nel 2017 si era opposto, senza successo, al trasferimento nel capoluogo isolano del maxi processo sugli assalti ai furgoni portavalori. In quell’occasione lo spostamento era stato motivato con esigenze di sicurezza.

Ora però la situazione è cambiata: nell’edificio di viale Marconi la sicurezza è garantita dai moderni metal detector e l’aula tre non avrebbe problemi ad ospitare gli attori della vicenda processuale nel pieno rispetto delle prescrizioni contro il Covid 19.Il timore è che quest’ultima decisione sia il preludio al progressivo depotenziamento dell’ufficio giudiziario dell’Ogliastra. Quello stesso palazzo di giustizia di Lanusei che per Carrus è «simbolo e manifestazione materiale della presenza dello Stato in terra ogliastrina».

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