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Nuoro, la titolare di un rifugio per animali: «Mi hanno rubato la vita online»

Valeria Gianoglio
Nuoro, la titolare di un rifugio per animali: «Mi hanno rubato la vita online»

Anna Careddu: «Vivo un incubo. Mi stanno togliendo 5 anni di lavoro»

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NUORO. La richiesta iniziale giunta via mail, almeno in superficie, suonava allettante. C’era qualcuno che in sostanza proponeva uno scambio: tu mi consenti di utilizzare la tua pagina Facebook, con una platea di 45mila contatti, per fare pubblicità ad alcune aziende, e tu in cambio ricevi un ricavo per ciascuno dei banner pubblicitari che ospiti. «Non ci ho pensato tanto in realtà anche perché sono tempi difficili, e i soldi che servono per accudire i nostri animali in difficoltà sono davvero tanti – spiega Anna Careddu, titolare del rifugio, e della pagina Facebook omonima, La Fattoria di Minù – così ho risposto di sì, mi hanno mandato un link che sembrava proprio inviato da Facebook, mi hanno chiesto di cliccarci e seguire le istruzioni, e da lì è cominciato il mio incubo. Mi hanno rubato la pagina, mi hanno rubato cinque anni di lavoro e 45mila contatti. Ora la pagina non è più mia: dopo tanta fatica, e una denuncia, e decine di mail a Facebook, sono riuscita a ridiventarne uno degli amministratori ma non ne sono più io la titolare. È un incubo».

Da dieci giorni, ormai, Anna Careddu vive un’odissea fatta di pirati informatici che agiscono dalle Filippine e dal Brasile, di mail e link che sono confezionate apposta per imitare in tutto e per tutto mittenti ufficiali e grosse multinazionali, di minacce ricevute via posta elettronica e di preghiere rimaste inascoltate. E tutto cominciato solo per un messaggio di posta elettronica innocente solo in apparenza. «Nell’esatto istante nel quale ho cliccato sul link al quale quel messaggio mi aveva detto di cliccare, ho visto sparire la mia pagina Facebook – racconta Anna Careddu – o meglio mi hanno fatto sparire dal ruolo di amministratore di quella pagina, e dopo sono riusciti a “sfrattare” anche mio marito che era co-amministratore. Abbiamo tentato di fermarli in qualunque modo ma non è stato facile. E nel frattempo vedevo che chiunque fosse stava postando video abominevoli sulla mia pagina, video dove gli animali facevano una brutta fine. Per me è stato un incubo. Proprio a me che accudisco gli animali. Ho cominciato a segnalare la cosa a Facebook, ho contattato anche diversi esperti di informatica, ho presentato una denuncia alla polizia postale. Noi siamo riusciti a risalire all’Id della pagina dalla quale opera chi mi ha rubato la pagina: può lavorare dalle Filippine o dal Brasile». «Probabilmente – continua la fondatrice del Rifugio di Minù – il suo fine poteva anche essere quello di rubarmi soldi, visto che sulla pagina aveva lasciato il mio iban e la mia carta di credito, che ovviamente ho chiuso. Ma purtroppo, e nonostante tanti sforzi e aver chiesto a Facebook, non sono ancora riuscita ad avere di nuovo la titolarità della pagina. Sono riuscita solo a rientrarci come amministratore, ma non da sola. È una esperienza orribile e non è ancora finita ma andrò avanti. Voglio di nuovo la mia pagina: non posso buttare cinque anni di lavoro e di contatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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